Roma - 4 agosto 2010 - Fiesta - Festival Internazionale di Musica e Cultura Latino Americana - Tanto atteso da chi come me ama la salsa romantica, mercoledì 4 agosto arriva in concerto Víctor Manuel Ruiz (in arte Víctor Manuelle). Nato a New York il 28 settembre 1970, di origini portoricane, cresciuto ad Añasco (Puerto Rico) e poi ad Isabela (Puerto Rico), inizia la sua carriera negli anni '90 affiancando un grande della musica salsa: Gilberto Santa Rosa.
Conosciuto come El Sonero de la Juventud, esordisce da solista nel 1993 con il suo primo lavoro: "Justo a tiempo".
Il successo arriva a breve, lo stile particolare che lo contraddistingue è una mescolanza tra la salsa presente a New York verso la fine degli anni '60 e le note romantiche della salsa nata negli anni '80. L'importanza attribuita al testo, alle parole di ogni brano, tende a sminuire un poco la forza del ritmo, ma il pubblico lo gradisce, lo ama.
Ad oggi ha all'attivo 16 album, registrati prioritariamente con la casa discografica SONY, etichetta ben consolidata per Victor Manuelle. Dopo il successo di "Justo a tiempo" del 1993, nel 1994 esce "Solo contigo", nel 1996 "Victor Manuelle" (un rifacimento in salsa di “Pensieri e Parole “ di Lucio Battisti), nel 1997 "A pesar de todo", 1998 "Ironias", 1999 "Inconfundible", 2001 "Instinto y deseo", 2002 "Le preguntaba a la luna", 2004 "Travesía", 2006 "Decisión unánime", 2007 "Una Navidad a Mi Estilo", 2008 "Soy", 2009 "Muy Personal", 2009 "Yo Mismo".
Importanti le collaborazioni nel corso della sua carriera musicale, troviamo i nomi di artisti come Domingo Quiñones, Cheo Feliciano, Pupy Santiago, Rey Ruiz e Tito Allen.
Nel 2003 ottiene la nomination ad un Grammy Latino grazie ai dischi "A Pesar de Todo" e "Ironias"; ottiene anche diversi dischi di platino.
Ma torniamo a Roma, al Festival Latino FIESTA 2010, dove sono andata per ascoltarlo dal vivo! Dopo un bluff del presentatore che lo annuncia alle 22.30 e 15 minuti di attesa tra gli sguardi perplessi del pubblico che non capisce cosa sia successo a Victor, alle 22.45 eccolo arrivare e così inizia il concerto. Alle sue spalle un'orchestra di 11 elementi, quattro fiati, due percussioni, un tastierista, un basso, tre al coro.
Ho un pò di delusione quando lo vedo presentarsi con una mise alquanto sciatta: jeans nero scuro e t-shirt in cotone grigio chiaro!!!! (così stropicciato che sembra sia appena uscito da una lavatrice lava-asiuga che avrà pure asciugato ma qualcuno deve poi aver dimenticato di stirare).
Ma dov'è finito il Victor Manuelle elegante e ben curato delle sue copertine? dei suoi servizi fotografici? dei suoi book così curati?
Saluta il pubblico presente (esiguo, molto esiguo vista la risonanza data all'evento ed in considerazione che lo scorso anno aveva fatto tappa solo a Milano) iniziando a fare l'appello di tutte le nazionalità latino-americane... e guarda un pò a noi italiani quasi ci dimentica!!!! Ehi Victor ti ricordi che sei a Roma e non in Venezuela, Nicaragua, Paraguay, Puerto Rico e via dicendo???
Ok lasciamo stare, inizia a cantare e la sua voce splenditamente brillante, squillante, sà entrarti nell'anima! Tanti i brani di successo eseguiti, circa un'ora e 15 di concerto, ne cito alcuni: "Dile a Ella", "Mentiras", "Asi es la mujer", "Hay que poner el alma", "Pensamiento y Palabra", "Mirame", "He tratado", "Como una estrella", "Qué habria sido de mi", .....
Il pubblico balla, canta, grida, lancia messaggi di carta sul palco, lancia piccoli regali, addirittura una bandiera che Victor mette intorno al collo!
Lo spettacolo non è molto animato, lui si muove lentamente, accenna appena qualche pasito, sembra stanco, interviene spesso uno splendido ballerino che si dimena, cerca di travolgere, ma sinceramente io è Victor che volevo veder ballare.
La continua richiesta al pubblico, da parte di Victor, di quale brano si desidera ascoltare viene prolungata ad ogni fine canzone, certo dopo un pò lo sbadiglio arriva.... anche perchè è sempre lo stesso tipo di motivazione: la canzone per l'anniversario di matrimonio, per il suo amato/a .. insomma... un che noia. Lo scambio di battute verso la platea - rigorosamente in lingua non italiana - si dilunga e Victor seguita a dimenticare che è a Roma, che è in Italia e che tra il pubblico ci sono diversi italiani ... potrebbero anche non capirlo, non seguirlo, non è detto che tutti debbano sapere la sua lingua!
... bisognerebbe forse ricordargli un pò di bon-ton? o farlo sforzare a dire almeno un "ciao Roma" ....
Il concerto si conclude con un veloce e rapido saluto, con l'orchestra immobile sul palco, sembra quasi che debba rientrare a momenti e deliziarci con un bis, ma non è cos'ì, le luci si spengono, gli artisti ripongono gli strumenti, si asciugano il sudore ed il pubblico dopo qualche minuto inizia a diradarsi. Non è certo piacevole assistere al comportamento di artisti che quasi dimenticano che il successo ottenuto è grazie al "pubblico" !!!!
Cigliegina sulla torta, vado nel back stage, tempo 4 minuti dalla fine del concerto, e indovinate un pò??? Victor Manuelle già è scappato!!! s c a p p a t o ... "se fué"....