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Chirimia Stampa
(6 voti)
di Alessandra & Stefy   
mercoledě 14 novembre 2007
Image È una sera fredda di novembre, ci dirigiamo al Caruso Cafè de Oriente, missione: intervistare uno dei Gruppi musicali che a Roma hanno fatto la storia della musica latino-americana, i Chirimia. Ospitali e cordiali Alvaro Hugo Hatehortua Martinez (fondatore e voce solista del gruppo) e Paolo Cozzolino (direttore musicale del gruppo) ci ricevono nel privè del locale.

Inizia così la nostra Intervista.    

 

 
 Intervista a cura di Alessandra M. e Stefania S.
Foto a cura di Alessandra M. 
 






Domanda - Attualmente siete al Caruso Cafè de Oriente un locale molto apprezzato a Roma, le emozioni che provate quando suonate qui sono le stesse che avvertite durante un concerto?

Chirimia è una manifestazione che si fà spesso nella parte del Pacifico colombiano, sia nella  parte del Chocò che del sud della Colombia, stiamo parlando dell'occidente.

Paolo - Il panorama e le occasioni sono assolutamente cambiate, sia professionalmente parlando che rispetto al discorso di un'orchestra come i Chirimia. Quando sono entrato nell'orchestra Chirimia si suonava anche sei volte alla settimana e in locali diversi, c'erano tanti posti che ospitavano i gruppi dal vivo  e le orchestre, la presenza stabile dei Chirimia al Caruso è un'occasione importante perchè dà modo all'orchestra di proseguire nel percorso. Girando vedo tante formazioni di duo-trio-quartetti, piccole formazioni, e chiaramente il discorso dell'orchestra è un'altra emozione credo anche per il pubblico, ma ora è cambiato tutto si suona molto meno dal vivo ma l'enfasi da parte nostra è la stessa. Certo la differenza tra un concerto e il suonare al Caruso è che quì siamo un pò a casa, fuori ci dobbiamo confrontare e subentra un altro stimolo.

Alvaro - Per me fondamentalmente quando si balla  se sono su un palco piccolo o grande l'emozione resta sempre legata all'apprensione. Fino ad ora l'approccio con il palco è sempre stato lo stesso, sia grande che piccolo, sò che devo rivolgermi al pubblico dandogli ciò che sono e ciò che ho dentro; certo a volte quando trovi questi palconi immensi con imponenti impianti del suono ti emozioni,  però alla fine è la stessa cosa,  sia se trovo 100 persone che se ne trovo 200mila. In Conclusione l'emozione è la stessa.
Ma tornando a parlare del locale dove suoniamo, le persone che lo frequentavano anni fà è gente che non và in tutti i locali, si forse ci andrà ogni tanto, ma ogni tanto tornano e ci dicono che un pò è cambiato. In effetti tra noi si è creata una sorta di amicizia, alcuni erano allievi miei.

D. - Tu insegni anche balli latino-americani quà al Caruso?

Alvaro- Si si si, chi partecipava trovava non solo un luogo dove conoscersi ed imparare a ballare ma anche una grande famiglia, è stato così per molti ed è rimasto così anche ora. Praticamente sono cambiate le generazioni, la gente si è sposata, ma lo spirito è rimasto lo stesso.

D. - Alcuni vecchi frequentatori del locale che vi seguivano con il tempo si sono allontanati, però molti ricordano sempre il periodo che hanno trascorso quà.
(n.d.r.si parla in generale del locale Caruso e degli abituè frequentatori dello stesso)

ChirimiaPaolo- Posso dire da osservatore, da italiano, da uno che ormai da diverso tempo frequenta questi ambienti musicali, che attualmente abbiamo un pubblico diverso. I Chirimia avendo Alvaro che rappresenta la Colombia e anche un pò il latino-america in generale, dà un'ispirazione differente al gruppo, per cui noi suoniamo una salsa che rispecchia di più il resto del latino-america con qualche incursione nel mondo cubano. Coloro che ci seguono non sono gli stessi che ascoltano le formazioni cubane. Alvaro  è venuto quì ed ha insegnato la salsa come ballerino, per tanto tempo, creando proprio un'onda a parte, anche per questo motivo chi segue i Chirimia è un pubblico differente da quello che segue altre formazioni.

Alvaro- Io credo che le scuole hanno cambiato un pò la storia del latino america, perchè in latino america non si pensa mai se sei cubano, se sei colombiano, la gente balla perchè è un sentimento dell'anima. Noi balliamo qualsiasi brano, anche se non lo conosciamo balliamo lo stesso, con la nonna, con la mamma, tra di noi, insomma è proprio diverso il concetto di come si fà la musica, di come si balla, e soprattutto di come ci si diverte.  
La maggior parte delle scuole non insegna che bisogna divertirsi al di là di quello che è la scuola; sia quello che sia, cubano, puertorico, new york style, tutte queste cose per me sono invenzioni che sono nate in Italia.

D. - Le scuole hanno fatto perdere l'origine della salsa?

Alvaro- No no, l'origine no, perchè poi le origini sono quelle che sono, fondamentalmente è la maniera come divertirsi. Noto con dispiacere che sia per la donna come per l'uomo quando vanno a divertirsi non pensano alla musica che acoltano o di chi è il brano, iniziano a ballare e l'importante è farlo bene. Ma ballare è un'altra cosa va al di là, è voglia di divertirsi, di stare insieme, di "compartire", quà non si "comparte",  si cerca solo di farsi vedere, di mostrare che sei un bel tipo o una bella tipa utilizzando il partner di ballo.

Paolo- Anche il discorso dell'animazione in latino america non esiste, ognuno balla per se, balla con il partner o tutti insieme, non si segue un tipo che si mette davanti a tutti per dire come muoversi. Se a Cuba un cubano facesse ciò nessuno lo seguirebbe, ma ognuno andrebbe per conto suo.

D. - E' dal 1982 che è nata la formazione con Alvaro Hugo Hatehortua Martinez come fondatore, avete partecipato a dei Festivals in Colombia, Paraguay, Brasile, Argentina, ma in Italia precisamente quando siete arrivati?

per uno nato in un paese dove la musica salsa è un continuo, iniziare a cantare salsa non è difficile, tutto è partito così

Alvaro - In Italia siamo arrivati nel 1986, ma il gruppo Chirimia già esisteva da prima. Si faceva folclore afro-colombiano ma la formazione era totalmente diversa. Giravamo per il latino america, siamo stati in Colombia, Perù, Brasile, Paraguay e Argentina e la formazione era composta da tre-quattro elementi massimo; si faceva musica sia del folclore colombiano sia delle Ande, del Pacifico, dell'Atlantico, insomma tutto diverso da ora.
Quando siamo arrivati in Italia l'approccio con la salsa è stato diverso. Un gruppo argentino che doveva venire a suonare necessitava di un cantante, il loro che era peruviano non poteva venire, quindi mi hanno chiesto di entrare a far parte del loro gruppo, di cantare. Sai per uno nato in un paese dove la musica salsa è un continuo, iniziare a cantare salsa non è difficile, tutto è partito così.

D. - Iniziare a cantare salsa è stato quasi un adeguarsi, una necessità musicale più che una passione?

Alvaro - Si, è stato così, non è stata una passione, però sai, bhe non sò come dirlo se è una passione o no perchè in realtà quando la ballavamo lo facevo con passione.

Paolo- La salsa è sempre presente in lui, non dimentichiamo che Alvaro nasce come ballerino di folclore per cui è stata proprio la passione per il ballo che lo ha portato avanti all'inizio nel ruolo sia di musicista che di ballerino. Ovvio la salsa alla fine è la cultura che hanno nel quotidiano quindi il passaggio è stretto.

D.- Dicevi che all'inizio eravate solo tre-componenti, attualmente quanti elementi fanno parte del gruppo?

Alvaro - Si eravamo tre o quattro al massimo. Adesso siamo in otto elementi, però quando si partecipa a questi festival tipo Fiesta o FestivalLatinoamericando siamo in undici elementi.

D. - I Chirimia il nome del gruppo dà il nome anche ad uno strumento musicale a fiato in legno, come vi è venuta l'idea di scegliere questo nome? 

ChirimiaAlvaro- Chirimia è una manifestazione che si fà spesso nella parte del Pacifico colombiano, sia nella  parte del Chocò che del sud della Colombia, stiamo parlando dell'occidente. Li ci sono due tipi di formazione si chiamano tipo come una banda, nei paesini sai che hanno le band, e nel Pacifico, nel Chocò, usano chiamarla chirimia, quindi la parola si utilizza come un "gunto".

Paolo- E' il tipo di formazione, è il tipo di sound musicale, che viene chiamato chirimia e diventa anche uno stile, un genere musicale ma anche un tipo di formazione.

Alvaro- Al Sud la Colombia è più indigena e si  utilizzano le flauti traverse in legno, rulante, piatti, tambora, e la musica strumentale, mentre nel Pacifico si utilizza più la marimba, gli ottoni, i fiati, tipo una banda. Io però sono rimasto con l'intenzione di lasciare il nostro nome come quello generico dei gruppi.

D.- Chirimia insomma è una una matrice del nome delle band musicali. 
   

Alvaro- Certo, chirimia los san daniegos ad esempio, io son rimasto solo con chirimia perchè mi piaceva questo nome.

Paolo
- Come Charanga Habanera, ci sono varie formazioni la charanga è un genere uno stile e da lì sono nate tutte le formazioni. 
Ma io vorrei parlare di  un lavoro che abbiamo portato avanti parallelamente a Chirimia in questi anni, ed è il Gruppo El Poncho con il quale abbiamo fatto una grande ricerca sui ritmi ed i vari stili esistenti nel latino-america, una ricerca che Alvaro  porta avanti da sempre. Ogni paese del latino america ha una varietà di ritmi e di culture musicali che è una cosa pazzesca, assolutamente differenti tra loro, si passa dal Venezuela, alla Colombia, al Perù, alla zona delle Ande, alla zona che stà sul mare, in Argentina,  tutto è stracolmo di cose interessanti. Della stessa Cuba noi conosciamo la parte più commerciale che arriva da noi, ma ci sono ritmi e tantissime altre sonorità sconosciute. Il gruppo El Poncho, pertanto, personalmente  mi ha dato la possibilità di fare questa ricerca, di conoscerle e posso dire che è un mondo assolutamente variegato.

D. - Un comun denominatore musicale nei paesi del latino america c'è? - musicalmente che cosa li accumuna?

Paolo- Il mondo ritmico. Ritmicamente c'è tanto in comune, hanno grande intuizione; questo vale addirittura per il Brasile che anche se ha un'altra tendenza musicale però il ritmo lo accomuna agli altri paesi latini,  per me tutto nasce da mamma Africa.
Gli africani che sono arrivati in America, fondendosi con le varie culture che hanno trovato sul luogo, hanno generato una serie di mondi musicali che si sono sviluppati poi in maniera diversa. Il motivo basilare per cui si ritorna a parlare spesso di Cuba è che in effetti a Cuba hanno mantenuto in maniera intatta le tradizioni della cultura e dei mondi musicali portati dagli africani, o per lo meno il più simile a quello che era in origine.  

D. - L'incontro con Paolo Cozzolino - direttore musicale del gruppo - a quando risale e com'è avvenuto?

Alvaro - All'incirca sono 14- 15 anni che stiamo insieme, come è andato non lo sò, onestamente non mi ricordo molto, però ho sempre avuto accanto delle persone che conoscono bene la musica. Io sono un empirico della musica, studiavo danza - folclore, però non ho fatto il conservatorio di musica, per cui avevo bisogno di persone che fossero adatte al linguaggio che noi facciamo.

D. - Preparate musicalmente.

Alvaro - Esatto, senza dubbio, chiaro, e lui fà la parte musicale.

D. - La vostra Orchestra, perchè vi definite come un'orchestra, esegue salsa, merengue, boleros, cumbia e da 25 anni porta con sè il folclore colombiano. La musica colombiana di oggi si distacca molto dalle origini?

Alvaro- Guarda ti posso parlare del folclore e dirti che sono 20 anni che sono quà in Italia e ogni volta che vado in Colombia trovo canzoni di quando ero giovane, parlo di tanti anni fà considera che sono del '60. Quando vado in Colombia è  come ricordarsi è come fare un passo indietro. Quando sei lontanto dal tuo paese e ritorni, avverti che è cambiato tantissimo. In realtà cerco di dire che il folclore si sviluppa parecchio, esiste molto movimento a livello folcloristico in Colombia in  tutte le zone; invece a livello di salsa è un paese dove viene ballata da tantissimi anni, e sotto quest'aspetto posso dire che sono cambiati gli stili. Bogotà, Cali, Medellin, sono capitali della salsa, anche lì che è cambiata la forma di ballare.

D. - Nel vostro gruppo ci sono diverse nazionalità tra i componenti, quanto è importante l'apporto culturale che ognuno di loro porta all'interno e soprattutto è difficile amalgamare, musicalmente parlando, queste diverse culture?

Paolo- Fermo restando che questo comporta il fatto che chi fà l'artista rimane tutto nero invece io mi imbianco perchè faccio il Direttore e devo gestire questo aspetto,  ah ah.
(n.d.r.si riferisce al fatto che Alvaro ha ancora tutta la capigliatura color nero, contrariamente alla sua ormai canuta). 
Non è una cosa facile, mantenere un'identità, una personalità e la maniera di scegliere di fare musica da parte del gruppo Chirimia stilisticamente parlando è faticosa.
ChirimiaPer esempio noi abbiamo degli elementi cubani nel gruppo, riuscire a portarli a suonare nella maniera come noi eseguiamo i brani è stato un lavoro; chiaramente ci si arricchisce avendo dei musicisti che hanno altre culture però contemporaneamente è delicato trovare il modo di integrarli portandoli a quello che a te interessa musicalmente, ad avere degli andamenti che camminano così come si intende più nel latino america che non specificatamente a Cuba.
Comunque ci sono stati tanti musicisti che sono passati nella nostra formazione. Alcuni esempi: Carlos Paz- equadoregno - che  stà da tanti anni con noi ma ultimamente si è allontanato dal gruppo perchè stà facendo una cosa davvero bella ed importante che è quella dell'Orchestra di Piazza Vittorio che lo porta a girare per il mondo, stasera però è quì con noi.
Anche Paulo La Rosa - peruviano - è stato con noi per tanto tempo, o argentini come Raul "El Cuervo", come Adrian Goldy, sono tutti musicisti che comunque ci hanno lasciato il proprio esempio.

D. - Per quanto riguarda le collaborazioni con altri artisti c'è stato qualche collega-artista che vi è rimasto più impresso per l'esperienza comune che avete avuto, un ricordo particolare?

Alvaro - Abbiamo avuto la fortuna di ospitare una volta Alberto El Canario che ci ha visitato e poi El Tosco de Cuba - Luis Cortes-, però per il resto non molte, questi musicisti non si espongono molto. Abbiamo avuto altre esperienze ma isolate, ad esempio ho fatto dischi con Gegè Telesforo, con i Fratelli De Vita, con Bracardi, con altri artisti di altri generi diversi che mi hanno arricchito senza dubbio.

Paolo - I Chirimia hanno accompagnato Tito Gomez quando è stato quì in Italia, il cantante del Grupo Niche, per noi quella è stata un'esperienza importante perchè son venuti questi musicisti da New York e si sono integrati con l'intera orchestra Chirimia. Anche l'esperienza con Migdalia Hechavarria, che è stata più volte con noi e ha fatto varie cose, per me come direttore musicale è stata stimolante. La presenza di un artista esterno mi stimola,  mi costringe a preparare delle cose per ospitare l'artista, quindi si allarga il repertorio e vai sperimentando cose differenti.
 
D. - Avete partecipato a diverse manifestazioni in Italia: a Latinoamericando a Milano, a Fiesta a Roma, al Festival latinoamericano di Gallipoli e Lecce, e avete toccato un pò il nord -il sud -ed il centro dell'Italia, avete un ricordo particolare di una di queste serate?

Paolo- A me è piaciuto molto il Festival latinoamericando. Abbiamo partecipato a varie edizioni, all'inizio si spostava era itinerante, prima era a Milano poi vicino Venezia, però devo dire che quello a Milano lo ritengo in questo momento uno dei Festival che esprime più di tutti il mondo della cultura latino americana. E' chiaro che il calore del pubblico meridionale non si dimentica però come organizzazione quello a MIlano mi ha colpito più di tutti.

Alvaro- Sono d'accordo con lui, perchè credo che per il popolo latino americano ritrovare la propria cultura attraverso conferenze, gruppi musicali interessanti, fà piacere, ti fà sentire a casa. 

D. - Anche tu come Paolo hai avvertito la differenza nel pubblico? nel meridione un maggiore calore superiore rispetto al nord italia.

Paolo - Diciamo che io sono napoletano per cui.

D. - Sei di parte.

Paolo - Si parteggio.

Alvaro- Beh calcola il Sud Italia ha una musica molto particolare ed interessante, noi abbiamo avuto l'opportunità di andare a Potenza, in una piazza dove si esibiva un gruppo che fà salsa. Eravamo lì già dal pomeriggio e dopo le prove del suono quando abbiamo iniziato noi a suonare la piazza era gremita di gente e si sono divertiti molto. Anche a Lecce, a Taranto, abbiamo trovato gente alla quale piacevamo molto; nonostante io seguiti sempre a dire al pubblico italiano che nel latino-america non c'è solo la salsa ma anche il merengue, il reggaeton, una marea di cose da conoscere. Cerco di far capire a tutti che non sempre arrivano certe musiche e quindi bisognerebbe informarsi, anche attraverso internet.

D. - Visto che hai parlato di Taranto, trovate che c'è un pò di similitudine musicale tra la taranta, la pizzica e la salsa?

Paolo - Un elemento che ci accomuna sempre sicuramente è il discorso del coro e del cantante che stimola il coro a rispondere raccontando un evento, e questo c'è nella tammurriata napoletana, oppure in tante altre manifestazioni del meridione, un elemento del coro e della voce e questa è la cosa comune, come nei gospells.

D. - Avete all'attivo tre CD,  "America Latina el viaje"  del 2005 è l'ultima creazione, ci sono altri CD all'attivo?

Alvaro- No. Il titolo di questo ultimo lavoro ha un grande significato. Abbiamo dato questo nome al "...el viaje" perchè è un viaggio attraverso la musica, un viaggio immaginario, (noi facciamo musica dell'Argentina).
Ma vorrei anche parlarti e ricordarti dell'altro gruppo, El Poncho con il quale ci divertiamo per recuperare un pochettino quello che non si può fare con i Chirimia.
Chirimia fanno salsa, merengue e  boleros, con il Gruppo Poncho invece facciamo una raccolta della musica latino americana, che proviene soprattutto dall'Argentina, dal Cile, dal Perù, dalla Colombia però non da quella parte dove si suona salsa ma quella meno conosciuta, e poi da Cuba molta poesia.

ChirimiaD. - Nel nostro Forum parlando di questo ultimo CD si commentava coma mai contiene pochi pezzi di salsa, ce ne sono solo due, il resto sono canzoni una diversa dall'altra.

Paolo- In effetti un poco è anche colpa mia perchè mi sono divertito a mettere diversi generi, abbiamo cercato di confrontarci e sperimentare ritmi diversi, c'è il merengue, il bolero, la cumbia, la caratteristica dei Chirimia in effetti è questa, se voi sentite il concerto noi all'interno della scaletta noi cerchiamo di proporre delle diversità, per quello che ci è possibile.

D.- Ricordo benissimo un bolero che suonate  
 
Paolo - Il bolero del disco. C'è stato un momento magico tra me e Paolo Juiric nella composizione di quel brano -ed il testo di Carlos Paz- secondo me quel bolero è particolare, ce l'ho a cuore; inoltre nel CD ho voluto mettere un brano di latin jazz per aver ospitato Raver Girotto che è stato per tanti anni parte dei Chirimia. Raver Girotto è un valente musicista, un argentino, che da tanti anni è quì in Italia  ed è diventato di fama internazionale nell'ambito del jazz. Ho scritto quel brano proprio per ospitare lui nel gruppo e grazie al quale i Chirimia hanno toccato anche il latin jazz, quindi il discorso delle differenze è proprio voluto.

D. - In materia di interpretazione dei brani di altri artisti, c'è una tipologia che vi ispira maggiormente? (come stile per l'interpretazione).

Paolo
- Sicuramente per quando mi riguarda è il Grupo Niche.

D. - Perchè è colombiano o per altri motivi?

Chirimia
Carlos Paz
Paolo - No, perchè secondo me è un gruppo che si è evoluto moltissimo negli anni e rappresenta appieno il mondo colombiano, cioè la Colombia. Jairo Varela è un autore che personalmente ha un proprio gusto, una vena che a me piace molto, ma riesce a mantenere gli elementi del folclore, ma oltre che del folclore popolare anche del mondo della Colombia.

Alvaro- La mia cultura fà parte della Colombia. Noi eseguiamo molti pezzi di Gilberto Santarosa, di El Canario, alcune cose di Cuba, perchè non vogliamo essere esclusivisti su un genere, vogliamo mostrare a tutti un nostro messaggio che è che " la salsa non è come la pensano, etichettano ma è uno stata dell'anima, dove tu devi esprimere quello e basta" , non è detto che siccome sono colombiano allora devo affermare di continuo che la Colombia è la più bella. Quando tu piaci, quando inizi a conoscere un paese, inizi a cambiare la mentalità, bisogna conoscere tutti i paesi del latino america perchè sono tutti ricchi di cultura.

D.- Carlo Paz è l'altra voce del gruppo, duettate sul palco scherzando, Alvaro c'è anche una bella amicizia tra di voi?

Alvaro- Con Carlitos c'è un'amicizia molto grande, oltre che come cantante. Ci troviamo bene insieme, sai come dici quando ti trovi con una persona che è in gamba, anche se non ci guardiamo sul palco già l'altro sà come muoversi.
Certo ci dispiace che è meno tra noi perchè adesso ha una realtà molto bella il progetto Orchestra di Piazza Vittorio che gli porta via del tempo, và ai concerti, ha  molteplici impegni, ma noi dobbiamo continuare, andare avanti, ovviamente seguita ad essere un'amicizia bella.

Paolo- Musicalmente hanno due timbri che si fondono perfettamente perchè sono estremamente diversi e si complementano.

D. - Un'aniticipazione su qualche novità, CD o programmi all'orizzonte?

Chirimia
Carlos Paz e Alvaro Hugo Hatehortua Martinez
Paolo- Purtroppo non ci sono novità. Ho però intenzione di fare un nuovo lavoro discografico, stò lavorando su delle cose, su dei brani, piano piano stiamo inserendo delle cose nuove nel nostro repertorio e quindi qualcosa con il tempo ci sarà.
Rispetto a delle cose specifiche ad ora non ci sono grosse novità.

D. Un messaggio per i nostri amici del meetinglatino.it

Paolo - L'anima del gruppo è lui ... (n.d.r. indicando Alvaro)

Alvaro - Il messaggio è questo fondamentalmente che si divertano, divertirsi al massimo senza pensare a questa storia delle scuole, uno deve divertirsi con la musica latina e con tutta la musica in genere, viverla senza etichette perchè la musica non ha limiti, non ha frontiere e dovrebbe essere così. Il messaggio è dobbiamo conoscerci, conoscere le diverse culture approfondendole e solo in questo modo le apprezzi in pieno e inizi anche a divertirti.

D. - Grazie sia ad Alvaro che e a Paolo per il tempo che ci avete dedicato, adesso vi ascoltiamo.

Paolo- E' un piacere. Bene, buon divertimento un saluto a tutti gli amici.
 

I CHIRIMIA durante il  concerto
al Caruso Cafè de Oriente - Roma -

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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