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Orchestra cubana con ben 51 anni di esperienza alle spalle; definita "Madre" di altre orchestre cubane oggi famose. Professionalità, sonorità particolari e ben miscelate, ma soprattutto un grande attaccamento a ciò che è la radice musicale cubana.
In questo periodo sono in tourneè in Italia ed era impossibile rinunciare all'occasione di incontrarli, di poter scambiare con loro quattro chiacchiere. Siamo al Caruso Cafè de Oriente -Roma- dove ci sarà il concerto di Elio Revè y su Charangon, a fare gli onori del gruppo è l'attuale Direttore musicale Aisar Hernández Segundo, ci si stringe la mano, sorriso caldo e gentile, presentazioni rapide e subito si inizia a parlare.
Intervista a cura di Alessandra M. - Foto e video a cura di Alessandra M. - Traduzione testi a cura di Annalisa G. ed Alessandra M.
Domanda: L'Orchestra Elio Revè y su Charangon viene definita come "el padre del changüí", il ritmo che caratterizza il gruppo. Cosa ci dici del changüí?
Aisar Hernandez Segundo: E' una sonorità che nasce da Guantanamo, una Provincia di Cuba, e l'orchestra Revè è una sua seguace. Si tratta di una variante del son cubano e quello che la caratterizza sono gli strumenti armonici come il piano, il trés, gli elementi di percussione incluso il trombone e i violini. Ciò che caratterizza l'Orchestra è il renderlo contemporaneo; però non è la creatrice del ritmo, perchè quello tradizionale è solo stato ripreso da Elio Revè Matos che lo ha portato a L'Avana ridandogli forma, commercializzandolo, rendendolo internazionale. Infatti l'orchestra Revè in questo momento è la maggiore espressione del changüí nel mondo ed è l'unica che lo ha portato fuori Cuba per farlo conoscere a chi non sapeva cosa fosse, ovviamente con un abito più attuale.  Aisar Hernandez Segundo
D. : Ad oggi quanti elementi compongono il gruppo?
Aisar: In questo momento abbiamo un timbal, un bongo, una tumbadora, un güiro, un bongò con campana, quindi 4 che formano la parte delle percussioni; nell'armonia abbiamo il bajo, il piano e il tres, anche se dal vivo utilizziamo una seconda pianola mentre solo per le registrazioni una; poi abbiamo la sezione fiati con 3 tromboni, ed infine 4 cantanti. In totale, contando anche Elito, siamo in 15.
D. : Il vostro ultimo CD "Fresquecito".
Aisar: Quando sono entrato a far parte dell'orchestra era il 2006 e compieva 50 anni, volevamo creare un brano che raccontasse qualcosa su questa ricorrenza; il brano "fresquecito.com" è quello dove ho fatto il mio primo arrangiamento. Incredibilmente dopo averlo registrato ha avuto un successo inaspettato in Europa e senza saperlo è stato incluso in una compilations di grandi successi dell'anno -sempre in Europa- che ha fatto di "fresquecito.com" un grande successo ballato anche nelle piste. E' la prima traccia del nostro nuovo lavoro. Parlando prettamente del tema che ogni canzone tratta, ti spiego tutti i brani. Il secondo brano del CD è "el teléfono" cantato da Lázaro Cuesta - Làzaro apparteneva prima al gruppo di Maikel Blanco, poi passò a quello della Charanga Forever, ed infine è arrivato a noi. Il brano è molto grazioso, canta delle donne che parlano al telefono. Il terzo è "el dinero", è stato composto da un cantante che è nell'orchestra da dodici anni -Dagoberto Vàzquez-; il tema parla del denaro che viene e che và dalle tasche ma, alla fine, non è mai così più importante della vita stessa. Poi abbiamo "el martes" un brano scritto da Juan Formell quando faceva parte dell'Orchestra Revè come Direttore musicale - (pubblicato nel secondo CD dei Los Van Van). Considerando che è stato un brano che ha avuto molto successo l'ho riarrangiato con ritmo cha cha cha ed inserito nel nuovo cd lasciando, però, il credito a lo stesso Juan. Il quinto brano "la viuda" è un mio pezzo che racconta la storia di una vedova che si risposa e del fantasma del marito che ritorna nella casa per lasciare al nuovo uomo l'incarico di averne cura fin tanto che non salirà anche lui in cielo. Il sesto brano "ya no te doy mas nà" è di Alexei Sánchez, la cantava El Nene che ora non fà più parte del gruppo in quanto ha avuto problemi con la gestione dell'Orchestra. Attualmente è cantata da Eric -El Chino- che viene da un'altra orchestra. Era un "sonero" che a Cuba, durante un Festival chiamato "Lo sonero", ha eliminato tutti i partecipanti dell'isola; erano 30 o 40 e lui arrivò secondo. Certo Eric ha avuto una grande responsabilità nel ripresentarla al pubblico con la sua voce, però devo dire che è stata molto apprezzata riscuotendo successo. Il settimo brano "el jonron", che appartiene al precedente Direttore musicale Harnaldo, ho voluto lasciarlo a suo credito riarrangiando solo la prima parte con ritmo mambo. El jonron non è altro che il colpo che il battitore di baseball compie mandando la palla fuori campo, rappresenta il raggiungimento del successo. L'ottavo brano "vamos a bailar el changüí" è in onore al ritmo changüí tradizionale scritta da Elio Revé Duverger. Il tema della numero nove "a sancochar boniato" parla di come si cucina il boniato che è una verdura, una radice molto diffusa a Cuba con un sapore dolce, ed è una frase che usava spesso il padre di Elito -Elio Revè Matos-. Il brano inizia come una rumba cubana poi i ritmi iniziano ad alternarsi continuamente, passando dalla rumba, alla salsa, al son. Racconta della festa che ogni 31 dicembre organizzava il padre di Elito; invitava tutti e cucinava sempre un porco, durante la notte, però, con il passaggio al nuovo anno, mentre và per prenderlo ed offrirlo a tutti si accorge che glielo hanno rubato e allora Elio cantando escalma: "me han robato el puerco ... a sancochar boniato", insomma il brano è davvero comico. Il tema della numero 10 "no le pegues con el pie" è a carattere religioso. L'ultimo brano "la madrugada" parla della "farandula" (n.d.r. farandula= parola cubana intraducibile che vuol intendere un ambiente musicale salsero, sonero, timbero un pò particolare).
D. : Nel 2006 l'Orchestra ha compiuto 50 anni, c'è stato un festeggiamento particolare?
Aisar: Si, abbiamo fatto un Tour Nazionale ed il più grande è stato presso La Piragua di Cuba dove abbiamo fatto sapere a tutti del compleanno del gruppo.
D. : Elito sei stato il fondatore del Festival del Changui che si svolge ogni anno, nel mese di dicembre, a Guantanamo; raccontaci qualcosa di più.
Elio Revè Duvergel: Il Festival che si svolge verso gli ultimi giorni di dicembre è un festival che riscatta la tradizione del changüí dove ci sono anche altri gruppi musicali oltre alla mia Orchestra. Insomma come un qualsiasi altro Festival di musica.
D. : Negli articoli che parlano di te a volte vieni citato con il nome di Elito, altre con Elio junior, ma il tuo nome di battesimo qual'è?
Elio: Il mio nome è Elio Revè Duvergel ma vengo chiamato spessissimo Elito per via del nome di mio padre, si chiamava anche lui Elio, quindi per non essere confusi: Elito.
D. : Dopo la scomparsa di tuo patre sei subentrato nel ruolo di Direttore, hai apportato dei cambiamenti nell'orchestra?
Elio: Ma credo di no. Io ho alle spalle una carriera di musicista di ben venti anni, ho suonato con molte persone, sono entrato nell'orchestra di mio padre che ero un bambino e lui mi ha insegnato tantissime cose, tutti i segreti della sua orchestra. Ora sono molto contento del momento che il gruppo stà vivendo, questo ultimo disco molto particolare stà riscuotendo un enorme successo, ci sono grandi talenti al mio fianco uno è il cantante Dagoberto che è diventato un classico ed ha già riscosso 6-7 successi nell'orchestra, ha lavorato anche con mio padre, è una persona molto importante.
(n.d.r. quasi tutti i componenti del gruppo sono presenti attorno ad Elio, quindi ne approffittiamo per chiedere qualcosa anche a loro su invito dello stesso Elio Revè).
D. : Dagoberto come ti senti a cantare in un orchestra dove sono passati tanti personaggi famosi della vita musicale cubana?
 Dagoberto Vàsquez Dagoberto Vásquez: Lo adoro, e quel che provo mi piace, quando ero piccolo desideravo cantare nell'Orchestra di Elio Revè ed ora ho avuto la possibilità di realizzare il mio sogno. Mi sento realizzato con loro, con un'orchestra "madre" perchè da lei ne sono nate tante altre diventate oggi molto famose. L'orchestra è come una grande famiglia per me. L'unico problema presente è che abbiamo raggiunto un livello di professionalità molto alto ma, purtroppo, la musica non passa, non circola, non la si ascolta, tutta la musica cubana è arrivata a livelli alti ma, appunto come dicevo, se non la si diffonde, se non và alla radio, alla televisione non può spiccare il volo, non succede nulla e non la conosce nessuno.
Elio: A Cuba oggi ormai imperversa la novità della sonorità reggaeton ma, con tutto il rispetto, noi continuiamo con qualcosa che è la radice di Cuba, delle nostre tradizioni. Sono ben 51 anni che stiamo suonando con il Charangon, l'Orchestra di mio papà. Il disco "fresquecito.com" stà avendo grande successo mondiale e questo grazie anche al fatto che ho potuto contare su grandi artisti come Dagoberdo, Eric-El Chino-, Làzaro-El Bello-, Andy ... etc. Voglio dire che, anche se ho potuto avere appoggi esterni da grandi musicisti, il pezzo forte è proprio la mia Orchestra ed il mio cervello. Per ben dodici anni ho suonato il piano insieme e mio papà Elio, certo tutti i miei musicisti, che sono molto giovani, hanno dato un valido contributo per diffondere il successo della Revè, per dare un suono, un carattere distintivo musicale alla stessa. Sono giovani ma bravissimi, ad esempio Andy, il batterista, ha appena 23 anni, Andy dai digli come sei entrato nell'onda della nostra musica.
 Andy Fornet Andy Fornet: Durante un carnevale a Camaguay, ero un ragazzo giovane, ho sentito Elio Revè Matos -padre- e mi piacque molto, come del resto a tutti i ragazzi giovani del tempo, era una cosa nuova che piaceva molto e tutti andavano pazzi per quest'Orchestra. Ad un certo punto ebbi la fortuna di essere chiamato dal Maestro Elito.
Elio: Anche l'altro nostro vocalista è giovanissimo: Làzaro, ha appena 23 anni e lo chiamiamo El Bello, perchè è bello.
 Làzaro Cuesta (El Bello) Làzaro Cuesta: Quello che stò vivendo con l'Orchestra mi piace e mi incuriosice molto. Anche se sono molto giovane mi sento davvero orgoglioso di farne parte lavorando con il Maestro Elio Revè.
Elio: Ma non dimentichiamo Eric - El Chino -. Altro valore aggiunto alla mia orchestra che canta la canzone "ya no te doy mas nà".
Eric E. Broche : Anche per me è un onore di far parte del gruppo, è una grande Orchestra che porta avanti la tradizione della musica cubana.
Elio: A noi piace portare la musica per Cuba e per il mondo e guarda ho una sorpresa: "yu yu yui... a sancochar boniato. Elito Revè".
 Eric - El Chino - Certo si è fatto tardi e anche se Elio Revè D. vorrebbe far parlare tutti i componenti della sua Orchestra, dobbiamo e devono scappare via, stà per iniziare il concerto. Strette di mano, abbracci e qualche foto veloce... si corre ad ascoltarli! Senza ombra di dubbio sentirli così da vicino trascina in un sussegguirsi di emozioni, allegria, voglia di ballare, voglia di essere trasportati dalle note musicali della loro Cuba. Una straordinaria voce quella di Dagoberto, ti arriva nel fondo dello stomaco facendolo sussultare. Ma anche Elito non è da meno, anzi, così come Eric che mi fà salire i brividi sulla pelle con il brano "frescquecito.com". Per Làzaro El Bello che dire, non sapevo se ascoltare la sua melodiosa voce o incantarmi davanti al suo bel visino. Un trio di fiati fantastico; per non parlare del piano, della batteria e delle percussioni, al baby bass Aisar segue tutti i componenti con uno sguardo attento coordinandoli egregiamente. La sera termina con tanta gioia e allegria, un Orchestra i cui componenti uno per uno hanno una grande professionalità.
Ringraziamenti speciali a Sarah senza la quale l'incontro con l'Orchestra di Elio Revè non sarebbe stato possibile, e a Claudio Marucci per la disponibilità
Elio Revé Y Su Charangón in concerto - 16 gennaio 2008 - Roma - Caruso Cafè de Oriente Video Prima parte:
Seconda parte:
Terza parte:
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