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Fernando Sosa & Marco B. Stampa
(10 voti)
di Alessandra & Terry   
lunedì 04 febbraio 2008
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The Musical "Fantàsia", entra nel mondo della salsa. Ebbene sì, Fernando Sosa dei Tropical Gem e Marco B. dei Flamboyan Dancers hanno trasformato in realtà il più grande dei loro sogni nel cassetto, "un Musical in chiave latina". Da due corpi di ballo così preparati professionalmente non poteva che uscirne fuori un meraviglioso cocktail dai gusti frizzanti, speciali, innovativi. Ma a rendere emozionante il loro nuovo lavoro ha contribuito anche la presenza-collaborazione di Massimo Scalici, del dj Fabrizio Zoro e dei Sosa Style Dancers.
(n.d.r. chiediamo scusa a chi potremmo aver accidentalmente dimenticato di citare).


Meetinglatino.it ha incontrato Fernando Sosa e Marco B. per saperne di più.


Alla fine dell'intervista uno splendido video-messaggio per i lettori di meetinglatino.it da parte di Fernando e Marco

 
Intervista a cura di Alessandra M. e Teresa P.
Foto e video a cura di Francesco P.
 





Marco B.Domanda: Sarà banale ma credo che questa domanda nasca spontanea un pò a tutti coloro che vi seguono: come mai quest'idea di un vero e proprio Musical "in chiave latina"?

Marco B.:
 E' nata in modo abbastanza casuale. Sono due anni più o meno che io mi incontro con Fernando, certo ci conosciamo da 15 anni, quindi proprio dagli albori, dagli inizi delle nostre carriere, ma da due anni ho questo sogno nel cassetto di fare un grande spettacolo e allora mi sono detto che se non lo avessi fatto con lui non lo avrei fatto con nessuno. Ho iniziato a tartassarlo di telefonate mettendogli pulci nelle orecchie, parlandogliene, finchè sei mesi fà è arrivato Rafael Gonzalez che se n'è uscito con una frase del tipo:

"..ehi perchè a capodanno non facciamo uno spettacolino di dieci-quindici minuti al massimo, Tropical Gem e voi" ? 
(n.d.r. intende il corpo di ballo Flamboyan Dancers e i Tropical Gem).

Un pò per gioco un pò per scherzo è scattata l'idea, però dopo poco è rimasta là da una parte, abbandonata. Quando Rafael è rientrato per un pò di tempo nel suo Paese natio, per il fatto della Santeria, io e Fernando in diverse occasioni abbiamo ripreso l'argomento.
Inizialmente avevamo pensato di esibirci per dieci-quindici minuti. Facevamo le 5 del mattino a casa di Fernando solo per parlare dell'idea, di come svilupparla, mettiamo questo, mettiamo quello, a scrivere i testi, i dialoghi, a dare i nomi ai personaggi, man mano la storia si allungava, le canzoni da inserire diventavano sempre di più, alla fine abbiamo esordito con 65 minuti, ed ora stiamo ad 1 ora e 25 circa.
Dalla prima di Bellaria a stasera, quì a Roma, il Musical ha subito delle modifiche e seguiterà ad averne. E' un progetto che a raccontarlo non ci crederà nessuno, ma in tre mesi abbiamo realizzato i 65 minuti, ed in 4-5 mesi è andato in scena, considerando sia gli impegni dei Tropical Gem, che lavorano in tutto il mondo, sia i nostri dei Flamboyan Dancers, che ,anche se siamo un gruppo emergente, lavoriamo nelle scuole, siamo tutti ballerini, tutti professionisti con i loro impegni. Se seguitiamo di questo passo forse raggiungiamo il nostro sogno che è quello di andare in Teatro.


Fernando SosaD.: Dover inserire delle canzoni non è stato un compito facile, chi ha pensato a comporle e come si è arrivati all'idea?

Fernando Sosa:
Tutto è nato pensando a collegare una coreografia all'altra per fare uno spettacolo lungo. Ci siamo resi subito conto che erano troppi 65 minuti, così abbiam detto: "quà ci vuole una storia". Entrambi siamo appasionati di film  allora abbiamo pensato: "perchè non rappresentare la fine della carriera di un grande coreografo?". Non doveva essere un nome famoso, ma poco noto, quindi è nata la figura di Mark Yuran che sarebbe: Marco Uran, la fusione dei nostri due nomi, Mark=Marco è lui, Uran=Uran è il mio secondo cognome. 
George Lazenby, il personaggio scelto nel musical per interpretare il suo manager, è un attore australiano esistente,  l'unico James Bond 007 che ha interpretato questo ruolo ma che nessuno conosce (n.d.r. nel 1969) , tutti ricordano Roger MooreSean Connery
In questo modo ci siamo creati una storia, con una voce che fuori campo conduce la gente del pubblico nel passato di questo coreografo, da lì è subentrata la voce di Massimo Scalici che stà lavorando ai brani.
Poi si è pensato di collegare il tutto all'attuale, attraverso l'inserimento di grandi colonne sonore come "Sister Act", "West side story", ed altre, ma sempre in chiave latina, infatti abbiamo aggiunto chachacha, salsa, merengue, mambo, afro. Ecco, perciò inizio e fine di Fantàsia, e nel centro c'è il flash back, tutto mescolando il commericiale e la fantasia.
Quando abbiamo contattato Massimo Scalici per telefono e gli abbiamo parlato dell'idea lui ha subito preso un aereo ed è venuto a casa mia. Quella sera ci siamo riuniti io, Marco, Fabrizio Zoro e Massimo, ed in un pomeriggio Massimo ha composto tre testi, li ha portati a Palermo, li ha registrati e ce li ha riportati.  
Nello spettacolo di questa sera a Roma grazie all'inserimento di un nuovo brano di Massimo Scalici, "Nessuno mai", siamo riusciti a far partecipare al musical anche Rafael Gonzalez. Il brano, infatti, narra di Mark Yuran bambino che cresce con i suoi sogni, il bimbo che si vede arrivare sul palco è il figlio di Rafael. 
Questo bambino cresce ed entra in scena Rafael con un assolo meraviglioso, ha dato un notevole tocco di qualità al Musica. Ora Massimo stà lavorando anche al brano "I living to America" che stasera ha cantato dal vivo solo per un pezzettino, ma diventerà anche quella una sua canzone; "Memories" di Cats diventerà un brano cantato da lui e se il nostro sogno và avanti così avremo con noi anche un orchestra.


D.: Il nome Fantàsia.

Marco:
Un pò perchè la sua sonorità ci piaceva, poi perchè tutto è nato dalla nostra fantasia, Fernando trovava un passo, ci si adattava la musica, e così via.


D.: La parte coreografica ha richiesto un notevole impegno, due gruppi di ballo con due modi diversi di lavorare, come è stata gestita, visto che entrambi siete anche ottimi coreografi.

Fernando:
Questo è stato il nostro asso nella manica. Abbiamo notato che io lavoro e monto le coreografie nel lato opposto di come le vede Marco, ma è stato questo il segreto del successo, se io dico destra lui dice sinistra e alla fine andiamo in centro ricavandone una notevole compensazione e collaborazione tra noi. Ci siamo divisi moltelpici compiti, ognuno ha montato una metà dello spettacolo ma nella mia metà ha messo mano anche lui e nella sua metà ho messo quel pizzico anche io. Questa contaminazione degli stili ha reso ottimo il lavoro, i suoi ballerini hanno dovuto imparare dai miei e viceversa. Ecco il mix del successo.


Fernando Sosa Marco B.D.:  Il corpo di ballo dei rispettivi gruppi davanti alla notizia di questo progetto e collaborazione come hanno reagito?

Marco:
Non è stato un problema, molti ragazzi si conoscevano già tra di loro, ci sono amicizie di anni alle spalle, poi non c'è nessuno che si sente una stella, un personaggio arrivato, ma tutti sanno di dover collaborare e che siamo tutti uguali.

Fernando: E' vero, questo ci ha facilitato molto, la conoscenza interna dei due gruppi ha contribuito. Parecchi già si incontravano e si vedevano al di fuori del lavoro, appunto come diceva Marco, amicizie già esistenti, non erano estranei. Poi tra i due gruppi c'è un grande rispetto della scala gerarchica, della gavetta e sinceramente c'è da dargli un dieci per questo a tutti i ragazzi.
Si sono immediatamente resi disponibili appena saputa la notizia, non hanno detto nulla neanche di fronte al fatto che saremmo venuti a Roma per 3 giorni di seguito, venerdì-sabato e domenica. Solitamente sono abituati a fare le prove dal lunedì al giovedì ed il fine settimana lo dedicano agli spettacoli, ma per questo Musical è stato sacrificato tutto, il sabato, la domenica, la famiglia, le amicizie, gli impegni, non esisteva null'altro se non provare per Fantàsia e su questo devo davvero dare un grande merito a tutti i ragazzi che si sono comportati stupendamente.


D.: Il passaggio dalle esibizioni coreografiche, dalle partecipazioni alle gare di ballo, dai Festival salseri più importanti nel mondo, all'interpretazione di un ruolo che sul palco questa volta non è più solo "UNO" bensì molteplici: attore-cantante-artista-ballerino, come lo avete vissuto?

Fernando:
Appena iniziato, a livello emozionale, per quello che riguardava le coreografie, mi sentivo tranquillo, avrebbero funzionato, perchè non erano così lontane da qualcosa che avevo già fatto, però, per le altre cose, che ho messo giù insieme a Marco, tipo testi, battute, decidere quale emozione doveva trasmettere quell'attore, per noi è stato tutto nuovo, quindi c'era una super emozione ma anche un'attesa tremante per vedere se al pubblico arrivava lo stesso messaggio che avvertivamo noi durante i lavori.
Ad esempio quando a casa mia Marco mi buttava lì una battuta, per provare, a me veniva da ridere, però non sapevamo se anche alle persone sedute sulla sedia sarebbe arrivata così allo stesso modo facendole sorridere.

Fernando Sosa e Marco B.Marco: La nostra preoccupazione principale era se arrivava il messaggio, ce ne sono molteplici all'interno dello spettacolo, eravamo in tensione per il fatto se il pubblico avrebbe seguito tutto il filo logico del Musical. 
Abbiamo fatto da registi, da autori, coreografi tutto ma proprio tutto da soli. Certo il prodotto che c'è oggi non sappiamo se un giorno andrà bene in teatro, per ora può andare in ambienti salseri come questi, in grandi locali dove c'è un pubblico salsero che sà di cosa parliamo, ma in un teatro con gente che non sà neanche cosa sia la salsa ed è abituata a grandi lavori come "Il Gobbo di Notre Dame" - "Pinocchio" - non potremo presentarlo così. Lo dico perchè ci sentiamo con i piedi per terra, sappiamo di essere proprio piccolini parlando di professionalità teatrale, quindi, quando decideremo di andare su un palco diverso, ossia quello teatrale, prenderemo atto di tante cose come quella di cercare un regista esperto del settore, uno scenografo, etc. Per ora l'unica parte sicura che abbiamo è quella emotiva, sappiamo cosa vogliamo trasmettere alla gente.   


D.: Fantàsia ha esordito a Bellaria, oggi è a Roma ma ci sono altre date in programma?

Fernando:
Si. Il 20 aprile saremo al Teatro Allianz  Della Luna di Milano, poi a Rimini e poi in Spagna, per ora. Non è facile organizzare un tour di questo genere.


D.: In Spagna come pensate di rappresentarlo? C'è il discorso della lingua straniera?

Fernando:
La prima canzone, quella che apre il Musical Fantàsia, esiste già in spagnolo, le altre due invece sono da tradurre. I problemi veri saranno i testi non le canzoni, i dialoghi e gli attori che dovranno parlare in spagnolo. Ci aspetta un grande lavoro dietro.


D.: Qual'è il messaggio che vi siete preposti di trasmettere a chi guarderà il Musical?

Fernando Sosa e Marco B.Fernando:
A livello generale, sicuramente, dare un qualcosa di nuovo nel mondo latino-americano, con tanto di rispetto per Giacomo Frassica che qualche anno fa con "I re del Mambo" è stato uno dei primi in Italia a fare un Musical latino, una bellissima produzione con orchestra dal vivo, musicisti e attori.
Noi abbiamo un gruppo che è una grande famiglia pronta a fare tutto. Il messaggio è quello di non fare il solito spettacolo, tentare di far capire le emozioni forti che vive l'artista, farle arrivare dentro il cuore della gente.

Marco: Il messaggio più profondo è certamente quello di far sapere chi siamo tutti noi, cioè noi inteso come un qualsiasi artista che può essere Fabrizo che è un Dj, colui che canta, chi recita, ma anche il pittore. A volte chi vive al di fuori di questo ambiente vede il ballerino e pensa che di certo si diverte, che và a ballare tutte le notti, senza sapere, invece, che per fare uno spettacolo di soli 5 minuti prova per almeno 5 ore al giorno, stà a scuola ben 15 ore per seguire i corsi.
Agli inizi quando non sei nessuno hai bisogno dell'appoggio degli amici, della famiglia. Ricordo i primissimi tempi io e Fernando che andavamo in giro cercando di scroccare una fanta il sabato sera dopo aver ballato a La Marna, non avevamo un soldo in tasca. Nel Musical raccontiamo, anche tramite la voce fuori campo, di questo personaggio che era nato dal niente e arriva in alto ma con tanta fatica alle spalle. Raccontiamo dell'amicizia, dell'amore, della guerra, tanti messaggi insieme. Vogliamo far vedere che non esiste solo un palco ma anche i camerini e tutto ciò che accade dietro.

Fernando: La voce fuori campo rappresenta proprio l'anima dell'attore, il monologo di Marco alla fine dello spettacolo  è un pò l'emozione all'estremo dell'anima di un'artista che piange, che ride, che sogna, che gioca, che si arrabbia. La gente sul palco vede il lavoro finito, è un lavoro che anche se hai un male alla gamba non devi farlo vedere, poco prima hai pianto non devi farlo vedere, abbiamo litigato un secondo fà ma non devi farlo vedere, capisci cosa intendo dire.


Fabrizio ZoroD.: La regia tecnica è completamente curata da Fabrizio Zoro, approfittiamo del fatto che è quì con noi per chiedergli come si è sentito a passare dal suo ruolo di dj a quello di regista di un Musical, con professionisti del mondo del ballo latino-americano affermati e noti a livelli internazionali.

Fabrizio Zoro:
Certo non è stato facile montare un progetto in tre mesi e seguirli, ma non così difficile perchè anche se io non ballo mi sento parte della loro famiglia, sono sempre lì con loro, se avvertono tensione sul palco anch'io sento la stessa tensione in consolle, certo sono tante le cose da fare: coordinare luci, coordinare le canzoni, però lavorare con loro, entrambi grandissimi artisti oltre che bravissimi ballerini, per me è stato più che altro un onore.
Ho collaborato tanto con Marco B. da quando è partito con il progetto Flamboyan Dancers, quando è nata la sua prima idea ho subito detto: "ok" ci siamo questo sarà l'inizio di un lungo viaggio; ripeto non è stato facile, sono anni che collaboriamo insieme e se ho avuto la possibilità di esserne parte sono felice.
Credo nel pubblico salsero perchè ha una testa per comprendere un evento così speciale, così diverso dalla solita serata salsera. Cercheremo di portarlo il più avanti possibile in modo da dare al pubblico salsero qualcosa di diverso che può cambiare la storia della salsa, almeno in Italia.


D.: "Fantàsia" sarà un'esperienza isolata o la prima di una lunga serie?

Fernando:
Assolutamente non sarà l'unica. Partiamo da quì ma il sogno è grande.

Marco: Ci siamo tolti grandi soddisfazioni con il nostro lavoro, raggiunto traguardi personali con le nostre scuole, con 13 anni di duro lavoro alle spalle, ora che il progetto è nato ci crediamo tantissimo e seguiteremo.


D.: Ma diteci un pò... e l'amore?

Fernando:
Io sono sposato, mia moglie non è ballerina ma fà la mamma, ho una bambina bellissima Carolina di 2 anni e mezzo alla quale ho dedicato una bachata stupenda dal titolo "Carolina". (n.d.r. Testo di Fernando Sosa, musica di Massimo Scalici).

Marco: Anch'io sono sposato, ossia tipo sposato, insomma sposato con il cuore, con Shearley Alicea, la ballerina bionda del Musical, ed ho un bambino di 5 mesi Josèmaria. Mia moglie ha ballato fino al 7 mese di gravidanza ed ha ripreso due mesi dopo aver partorito. Per me è stato un anno meraviglioso, ho avuto un figlio, una moglie bellissima, il mio sogno che si stà realizzando con il mio miglior amico... non potevo avere di meglio.


Fernando Soasa e Marco B.Queste ultime affermazioni ci toccano davvero il cuore, è stato un incontro interessantissimo, parlare con due Maestri del ballo, due grandi esperti-professionisti, leggergli negli occhi la gioia e l'amore per il loro lavoro ci fà capire che serve anche questo per raggiungere il successo.
Fernando Sosa con il suo calmo e smagliante sorriso, Marco B. ironco e simpatico. 
E' vero sono davvero diversi tra loro, anche il colore della carnagione fà pensare a due cose diametralmente opposte come lo possono essere una calda tazza di latte -Marco- ed una calda tazza di cioccolato fondente -Fernando-, ma il segreto del successo della loro unione di certo è questa diversità assieme all'amicizia e all'affetto che li lega da anni.

Un Video-messaggio da Fernando Sosa e Marco B. per i lettori di meetinglatino.it  Clicca quì per vederlo


                

 
Ringraziamenti speciali a Fabrizio Zoro per aver organizzato l'incontro.
 


Qualche scatto prima del Musical, molti scatti durante l'intervista:
Fernando Sosa Tropical Gem - Marco B. Flamboyan Dancers

 


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