La ormai nota Orchestra di Manolito Simonet, i Trabuco, da anni è rappresentata da un grande vocalist, Ricardo Amaray Fernandez.
Grazie alla sua perseveranza, al suo estro, all'impegno lavorativo e alla sua creatività Amaray oggi non è solo una delle tre voci del gruppo ma anche il compositore di una buona parte dei temi che hanno riscosso e stanno riscuotendo successo.
Dalla sua prima canzone "Amor Matematico" alla famosissima "Locos por tu besos", fino ad arrivare al suo primo album da solista nel 2006.
Ricardo ne ha fatta molta di strada, oggi lo incontriamo coronando il sogno, almeno per chi come me adora la sua voce, di poterci scambiare due chiacchiere e saprene qualcosa di più su di lui.
Domanda: Ricardo sono molti anni che sei con i Trabuco di Manolito Simonet....
Ricardo Amaray Fernandez:
Si sono ben 13 anni che sono con l'Orchestra.
D.: Dai tempi di "Marcando la distancia" (1998) ad oggi cosa è cambiato in Ricardo, sia come artista che come uomo?
Ricardo A.F. : E' cambiato tantissimo. Quando entrai nell'Orchestra ero molto piccolo e grazie a lei oggi sono un'altra persona, un uomo. L'Orchestra, proprio perchè sono cresciuto con lei, oggi mi ha dato una vita migliore. Professionalmente parlando ti dico invece che ho appreso molto grazie al maestro Manolito, come musicista mi sono sentito molto fedele a lui che mi ha portato fin qui oggi. Così come è stato possibile il mio lavoro di scrivere le canzoni e portarle anche nell'orchestra. Mi sento molto più responsabile rispetto ad un tempo, oggi ho anche un figlio e lavorare accanto a Manolo mi ha cresciuto molto, sono un'altra persona.
D. : Nel gruppo hai lavorato anche con altri cantanti, però almeno con uno in particolare, non hai avuto un buon rapporto di lavoro. Parliamo del El Noro, è vero quanto si è detto?
Ricardo A. F. : No, no. Io non ho nulla a che vedere con questa cosa, non ho nulla verso di lui. Fu Manolito che lo cercò e fu lo stesso Manolito che decise di non averlo più. Veramente non ho nulla contro di lui.
D. : Sai questa è più che altro una curiosità per noi che come spettatori abbiamo sentito diverse voci sul fatto che non andavate molto d'accordo...
Ricardo A. F. : Si si certo lo capisco. Ma ti dico che assolutamente non c'è stato nulla da parte mia. Pensa che sia in questo disco che nell'altro precedente, lui aveva ben sei temi suoi. Dovevano essere inclusi nell'album. Io mi ero addirittura un poco ritirato dicendo a Manolito che era una figura nuova, giovane, quella di El Noro e che poteva lanciarla, poteva essere importante per il gruppo. Ma sembra che sia stata una cosa del destino quella di non essere mai... Ora è con Pupy e va bene così. Io penso che diventare uomo avviene camminando. La responsabilità di certe scelte è del Direttore dell'Orchestra. Manolito se ha voluto quel che ha voluto non è una mia responsabilità. Io sono solo un cantante dell'Orchestra e sono tale grazie al lavoro e ad una mia disciplina; ci vuole molto ma molta disciplina per arrivare, responsabilità. Da quando sono giovane che nella mia testa c'è sempre questo pensiero, lavorare con disciplina per arrivare.
D. : Ricardo .. la tua personalità...come potresti descriverti
Ricardo A. F. : Una personalità molto sensibile , combattente, amico o non amico, credo di essere un buon figlio. Amo molto la mia mamma, mio papà, mio fratello, tutta la mia famiglia, mio figlio...ho un figlio meraviglioso, prezioso che io amo ed è la cosa più importante che mi è capitata in questi anni. Mi piace molto stare con gli altri, ballare e gustare la vita che è una sola, cantare, scrivere canzoni.
D. : Ecco a proposito dello scrivere le tue canzoni, come e a che cosa ti ispiri ?
Ricardo A. F. : Sono un compositore che scrive le sue canzoni come un cronista. Scrivo quello che sento, quello che vivo, non sono un compositore che scrive canzoni tanto per scriverle. Le canzoni sono come una farfalla che vola, si posa e tu scrivi la canzone. Dipende molto da come mi sento, da come stò, poi sogno molto, per noi creatori è molto importante volare. Mi inspiro alla mia vita quotidiana, a quello che accade, alle mie relazioni, alla gente. Una grande ispirazione è la mia stessa Cuba. Scrivo diverse cose che mi accadono a L'Avana.
D. : Hai scritto un tuo album come solista nel 2006 "Amaray" ...
Ricardo A. F. : Si, veramente sono due album. Il primo disco che ricevette il premio Cubadisco nel 2008 e che si chiama appunto "Amaray", che avevo firmato con la Egrem. Ora stò lavorando ad un secondo disco che è già pronto, sempre con la collaborazione di Manolito e con Emilio Vega come invitato, ma ci sono anche altri musicisti del Trabuco. Il disco si chiama "La Verdad" stà uscendo a Cuba ora, con la etichetta della casa discografica Bis Music. Credo che rispetto al primo sarà un disco più maturo, più pensato. Ci saranno anche molti invitati nell'album come Diana Fuente, Larizta Bacallao e molti altri, una musica eccellente.
D. : Un sogno non ancora realizzato ...un sogno grande..
Ricardo A. F. : Guarda credo che tutti i miei sogni ad oggi si sono realizzati. Il mio successo, l'essere oggi qui con questa Orchestra meravigliosa, con questi musicisti meravigliosi è già il mio sogno più grande diventato realtà. Quindi ad oggi credo che il gran sogno che sempre sognavo si è realizzato e sta seguitando. Non sò forse la prossima volta, durante una tua prossima intervista, chissà potrò dirti che ho un altro sogno da realizzare. Per il momento tutta la mia vita è molto bella.
D. : Ricardo ti ringrazio per il tempo che mi hai dedicato e devo confidarti che la tua voce è meravigliosa...
Ricardo A. F. : Grazie a te, sai la costanza e la pazienza e la perseveranza danno i risultati. C'è un detto molto vecchio a Cuba che dice: "la costancia de la cachimba tumba la bemba" ... ecco nella mia vita lavorare con serietà, costanza e responsabilità è davvero importante, senza l'impegno non si arriva da nessuna parte.
Il saluto di Ricardo Amaray Fernandez ai lettori di Meetinglatino.it
Roma, 2 luglio 2011 - Festival Caliente - La prova del suono Manolito y su Trabuco