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All'inizio della sua carriera, Oscar D'Leon è stato influenzato dai
grandi maestri della musica cubana, specialmente dal grande Benny Moré
e dall'orchestra Sonora Matancera. Ma grande importanza nella sua formazione musicale
hanno ricoperto anche le sonorità impostesi a New York negli anni sessanta,
prime fra tutte quelle del grande maestro Eddie Palmieri e degli artisti della
Fania.
Il suo esordio sulla scena è la viva testimonianza di come il caso e
il coraggio se uniti al talento siano utili per fare strada nella musica. Raccontano
le cronache, ma forse qui siamo ai confini della leggenda, che mentre visitava
un locale notturno il nostro Oscar scoprì che l'orchestra era stata da
poco licenziata. Si offrì allora di prenderne il posto. Il direttore del
locale accettò e gli diede appuntamento alcuni giorni più tardi.
Tutto dunque sembrava volgere per il meglio, salvo un piccolo particolare: Oscar
D'Leon, che a quel tempo era un'autista di taxi, non aveva un'orchestra. Convocò
allora il suo amico trombettista César Monge e insieme
decisero di mettere in piedi in quattro e quattrotto una band per far fronte all'impegno
preso. Il gruppo si formò, Oscar cantava e suonava il basso, uno strumento
che aveva imparato a suonare come autodidatta. Così il 15
marzo del 1973 nacque La Dimension Latina.
L'orchestra e la sua musica furono subito un grande successo tanto che i discografici,
annusato l'affare, chiesero loro di realizzare un disco. Tuttavia pensavano che
il gruppo non avesse un numero di brani sufficiente per registrare un album intero.
Fu così che decisero di realizzare un album ibrido composto per metà
(4 brani) dalla Dimension Latina e per l'altra metà dal gruppo El Clan
di Vìctor Mendoza. Il primo singolo di successo estratto dall'album fu
"Pensando en ti".
Il sodalizio con La Dimension Latino durò per quattro anni, sino a quando
Oscar D'Leon non formò la sua orquestra La Salsa Mayor
con la quale nel 1977 registrò il primo album che
ha rappresentato una tappa fondamentale nel processo di consolidamento della propria
fama.
Nel 1978 si presenta per la prima volta a New York sull'onda
del successo ottenuto dal disco "El mas grande",
l'album che a tutt'oggi rappresenta uno dei maggiori successi della sua carriera.
Grazie a brani come "Mi Bajo y Yo", "El
Baile del Suavecito" e "Bravo de Verdad"
si impose definitivamente lo stile che lo aveva reso famoso in patria.
Oltre ad essere uno straordinario interprete, Oscar D'Leon è un'eccezionale
showman, un artista che domina con grande naturalezza il palcoscenico e che conquista
le platee ancor prima di iniziare a cantare. Straordinarie le sue performance
al basso che in certi momenti si divertiva a usare come una compagna di ballo
mostrando un'abilità nella danza da professionista navigato.
Oscar D'Leon è considerato uno dei più importanti interpreti
della musica afrolatina di sempre: capace di cantare, suonare e ballare allo stesso
tempo. La sua capacità di improvvisare è leggendaria: c'è
chi in Messico lo ha sentito cantare "rancheras", chi a Santo Domingo
ha ballato al ritmo dei suoi "merengues" e chi in Colombia a apprezzato
le sue "cumbias".
Nonostante lo sviluppo della musica latina abbia attraversato diverse fasi, l'inconfondibile
musica di Oscar D'Leon è sempre rimasta sulla breccia conservando un posto
speciale nel cuore degli appassionati, grazie ad uno stile e a una personalità
ben definite.
Oscar ha suonato e inciso dischi con molte delle grandi stelle che compongono
il firmamento musicale salsero e ha partecipato all'album "The Mambo King"
il piccolo capolavoro realizzato per celebrare il centesimo LP di Tito
Puente.
Nel corso della sua carriera D'Leon ha registrato più
di 50 album, raccogliendo una decina di Dischi d'Oro
e numerosi premi e riconoscimenti. Ciononostante chi lo conosce bene sa che il
"Rey de los Soneros" nonostante qualche acciacco,
ha ancora molto da dare alla musica latinoamericana.
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