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Polo Montañez compone mentre cammina o porta il trattore;
mentre nuota; sotto la pioggia, sotto il sole, o la luna; quando
semina la terra e perfino dormendo. Se non compongo e non
canto, non sono nessuno afferma.
E allora come dirige il suo gruppo musicale se non ha conoscenza
di musica? cantando. Si, semplicemente così; il suo
gruppo segue il timbro della sua voce, come una versione tropicale
di El Flautista de Hamelin.
Polo vive in un paesino circondato da boschi e montagne, con case
di tegole rosse, bianche pareti e finestre dove abbondano i fiori.
Quì al musicista gli piace alzare in volo gli aquiloni andando
in sella al suo cavallo, bere acqua nella sua maniera naturale,
e londulante andare dalla sua donna.
Nel suo paese canta nei quartieri, al figlio, alla madre, anche
a quel che vola. E non solo con la sua voce, anche con il suo intero
corpo.
Lanima delle sue canzoni spuntano dal cuore come uno stormo
di colombe. La sua musica, ha melodie che possono identificarsi
con le canzoni del luogo dove uno nasce e abita, senza importare
il paese, non pemette etichette.
Polo non è un bolerista,(*) ne un salsero, neanche un cantante di musica
tradizionale. Polo Montañez è, alla maniera del detto del poeta:
Luomo liberato da se stesso.
(Sergio Bedrinana Isart)
(*) Bolerista: colui che suona o canta boleros, tipo di canzone
e ballo latino-americano molto romantico.
La Habana - 26 novembre 2002
Polo Montañez muore dopo un grave incidente automobilistico in cui perde
la vita anche suo figlio.
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