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Le canzoni di Colón rivelano una spiccata sensibilità sociale, parlano della violenza nelle strade e di politica, hanno testi taglienti, pieni di unironia che spesso sfocia nella satira.
Tra la fine degli anni '70 e gli inizi degli '80 Colón amplia lorizzonte dei propri esperimenti musicali. Lascia la sua band nelle mani di Lavoe e si dedica alla collaborazione con un artista dotato di una sensibilità molto vicina alla sua: Ruben Blades, per il quale produce due album di successo.
In quegli anni inizia a lavorare anche con la grande cantante Celia Cruz.
Nel 1978 Colón viene eletto Musicista (ma anche produttore, arrangiatore e trombettista) dell'Anno dai lettori di un noto giornale newyorkese e si ripete nell'81 ottenendo il premio questa volta "solo" in qualità di musicista. Nello stesso anno con "Fantasmas" vince l'Album dell'Anno.
Negli anni '80, procedendo con un ritmo febbrile, lavora con Ismael Miranda, Lavoe, Cruz e Blades.
Nel 1982 vince un Grammy con l'album "Canciones del Solar de los Aburridos" realizzato con Ruben Blades.
Mentre Blades e Lavoe decidono di intraprendere la propria strada, Colón prosegue con la sua personale ricerca di nuove forme espressive oltrepassando i confini della musica Latina: registra canzoni di Jacques Brel, Carole King and Mark Knopfler, mette in piedi una big band, registra canzoni del compositore brasiliano Caetano Veloso e di Wally Salomao, i suoi stessi testi si fanno sempre più apertamente politici e satirici.
Verso la fine degli anni '80 produce i dischi di Hector Lavoe e Celia Cruz e ottiene un personale successo con il brano "Set Fire To Me".
Nel '94 coproduce e interpreta con Ruben Blades l'album "Tras la tormenta".
La sua ultima produzione, che risale al '98, "Demasiado corazon" presenta prevalentemente suoi successi riarrangiati.
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