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LA REGLA DELL'OCHA'
Ma cosa sarà mai?
Ci troviamo a Cuba allepoca delle deportazioni degli
schiavi Africani costretti a lavorare nelle piantagioni.
A quellepoca gli Spagnoli si adoperarono in diversi modi per impedire agli
schiavi neri di trovare un punto dintesa tra loro. Fecero leva non solo
sulle diversità delle loro provenienze ma imponendo la religione Cattolica
come lunica forma di fede ufficiale, vietandone tutte le altre. Gli schiavi
si adattarono presto alle imposizioni degli oppressori, affiancando alle figure
dei demoni del culto Yoruba - gli Orisha - le figure dei
Santi del Cattolicesimo, cercando di trovare dei punti
di contatto tra le due fedi, creando un sincretismo.
La Virgen de la Caridad del Cobre, patrona di Cuba, venerata
nella Chiesa del Cobre vicino a Santiago, è affiancata ad Oshùn,
patrona dellAmore, della femminilità e dei fiumi, simbolo della civetteria,
della grazia e della sessualità femminile. Rappresentata da una splendida
mulatta sempre sorridente ed allegra che vive nel fiume; assiste e protegge le
partorienti nonché moglie di Orula ed amante di
Chango (Dio della guerra e del tuono).
San Pietro è affiancato a Oggùn
violento ed astuto Dio dei minerali, protettore dei fabbri, dei meccanici; rappresentato
da un cacciatore solitario che vaga per la montagna e che si ciba di prede cacciate,
protettore delle chiavi, delle catene, delle carceri. E proprio attraverso
la chiave che avviene il sincretismo con S. Pietro. La chiave è loggetto
di speranza dei fedeli, per aprire un giorno quelle catene che li tenevano in
schiavitù.
Ma cosa racconta la storia narrata dai vecchi schiavi cubani circa la Regla de
Ochà?
La leggenda, tramandata di generazione in generazione, sopravvissuta alle
influenze dei dominatori ispanici e viva a tuttoggi, narra la storia del
Dio OLOFI.
OLOFI viveva in uno spazio infinito fatto di fuoco, fiamme e vapore.
Un giorno stanco di essere solo decise di rendere più bello e accogliente
lambiente, così grazie alla sua potenza fece scendere acqua e torrenti.
Ma gli elementi solidi si opposero alla sua volontà e formarono enormi
voragini nella roccia. Nacque allora loceano dimora di OLOKUN. Nei punti
più accessibili, invece, nei suoi colori azzurro e argento, prese dimora
YEMAYA, dichiarata madre universale, madre degli ORISHA dal cui ventre nacquero
la Luna e le Stelle. In molte zone, però, il fuoco era ancora ardente e
vivo, così OLORDUMARE-OBATALA-OLOFI e YEMAYA decisero che le
viscere della Terra assorbissero il fuoco attraverso il temuto AGGAY U SOLA
rappresentato dal Vulcano, padrone delle misteriose profondità della Terra.
Rimasero delle ceneri sparse che formarono la Terra rappresentata da ORICHAOKO
il quale la rese viva facendovi crescere alberi, frutti ed erba. OSAIN abitò
i boschi, grande conoscitore delle essenze e delle erbe mediche. Nacquero le paludi
dalle cui acque stagne prolificarono le epidemie impersonificate da BABALU
AYE. Ma YEMAYA un giorno pensò che generando fiumi dacqua dolce
e potabile avrebbe dato modo ad OLOFI di creare lessere umano. Ma OLOFI
era stanco e decise di vivere lontano dalla terra; si allontanò trovando
dimora dietro OLORUN, il Sole. In sua rappresentanza e come esecutore dei suoi
comandi lasciò OBATALA che generò luomo. Con la nascita
delle nuove creature sulla Terra iniziarono una moltitudine di disastri. OBATALA,
essere puro e candido, iniziò a soffrirne, allora si innalzò tra
le nubi per osservare gli uomini cercando di capire dove aveva sbagliato.
Capì che OLOFI aveva dimenticato di creare la Morte.
La Regla de Ochà è il ramo principale della Santeria
Cubana in cui sincretismo, spiritualità
e magia sono le caratteristiche fondamentali.
Le radici nascono in Nigeria. Le
Tribù credevano in un universo abitato da spiriti e divinità associati
agli elementi della natura, tanto vicini alluomo da poter comunicare con
lui influenzando positivamente o negativamente sulla sua vita. E il concetto
di vicinanza tra uomo e divinità, la mancanza di differenze tra loro che
rende la magia il mezzo principale di comunicazione della Regla de Ochà.
Questa religione chiamata Yoruba (dal nome
delle tribù nigeriane - e lingua degli schiavi), esportata nelle regioni
caraibiche dagli schiavi, seguitò ad evolversi e a diffondersi tra la gente
di Cuba per mezzo di quegli anziani deportati nati in Africa e custodi dellessenza
più pura e potente della religione. Sono pochissimi coloro che possiedono
le conoscenze del sapere Yoruba più profondo, tramandate purtroppo sempre
in forma orale e incompleta. Non esistono comandamenti da seguire, né principi
fondamentali e assoluti. Concetto base ed unico è : la ricerca della felicità.
Il bene rende luomo sereno, in salute, in equilibrio con lambiente
naturale e spirituale. Il male fa soffrire, rompe e provoca squilibrio. Pertanto
ogni individuo deve far sì che lambiente in cui vive sia in equilibrio
con se stesso, con gli altri e con gli spiriti che lo accompagnano, gli Orisha.
Se nella vita di un aderente alla Reglaqualcosa non funziona, se è
malato o non ha denaro, la prima cosa da fare è cercare il punto di squilibrio
e agire con Riti e Magia per ricomporre la situazione.
La divinazione è il mezzo fondamentale della Regla
de Ochà non solo per conoscere il futuro, ma soprattutto per mettere
in contatto luomo con il suo mondo spirituale, capire i motivi dello squilibrio
nella sua vita, prevenire gli eventi futuri. Gli Orisha
sono, pertanto, degli intermediari tra le necessità, le suppliche e le
preghiere dei fedeli e del Dio Olofi. Gli Orisha partecipano alla vita umana,
hanno debolezze, commettono errori, si arrabbiano, soffrono la fame e la sete,
ma si mostrano sempre magnanimi e benefici verso i fedeli.
I metodi usati per la divinazione sono diversi: il trans,
il lancio di pezzi di cocco e conchiglie, lIfà - il più elevato
sistema divinatorio Yoruba praticato solo dai Babalawos,
i messaggeri di Orula, i sacerdoti dei riti santeri, assistiti dai babalochas
gli uomini - , e dalle lyalochas le donne -.
Tutti i riti della Regla sono accompagnati
da musica e danze strettamente legati alla tradizione Yoruba africana, dal fumo
dellincenso e dei sigari, dal suono incalzante dei tamburi che invocano
le divinità con grida e canti. Si offrono fiori, si sacrificano piccoli
animali domestici in un crescendo ritmico che porta agli officianti del rito ad
uno stato di trance che prelude lincontro con lo spirito che incarneranno
e al quale chiederanno cure, soluzioni, miracoli.
I temi delle danze sono la possessione, il trans, la rappresentazione
della vita e delle gesta degli Orishas. La musica è composta esclusivamente
da basi ritmiche e melodie vocali in cui si alterna una voce dominante detta Diana
(o Gallo) e un coro.
Gli strumenti usati sono tamburi e percussioni chiamati
Batà, custoditi insieme agli altri oggetti sacri nelle case-tempio Ilè
Ochà dei Santeros e Babalawos. Per ogni Orisha e per ogni rituale
corrispondono sequenze ritmiche diverse. Non dobbiamo pensare, però, che
la santeria abbia escluso totalmente la fede nel Cattolicesimo, i Babalawos, infatti,
devono innanzitutto essere battezzati.
Attualmente la musica rituale è eseguita anche
al di fuori delle cerimonie, come espressione artistico-folcloristica della popolazione.
Infatti ultimamente a Cuba sono nate istituzioni con lo scopo di recuperare e
mantenere viva la tradizione musicale Yoruba. Sono molti i gruppi folcloristici
nel paese; i più famosi interpreti dei canti Yoruba, oltre che Santeros,
sono Labaro Ros e Mercedita Valdès. Al Municipio capitolino dellAvana
Vecchia, invece, è stato aperto il Museo de los Orishas .
Alessandra.
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