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Concerto della Charanga Habanera al "Palacio de la Salsa", un'occasione ghiotta cui non si è saputo resistere.
Articolo di Stefano "Timbero" Santini
Intervista di Pedro
Fotografie di Enrico Ponzo
La squadra di Meetinglatino tende un agguato a David Calzado per carpirgli furtivamente un'intervista; assistiti nell'impresa dall'amico cubano Pedro, un vero appassionato della Charanga Habanera, ci presentiamo al Charanguero Mayor, che si dichiara disponibile a scambiare quattro chiacchiere con noi alla fine dell'esibizione.
Calzado "gioca" con il pubblico, infine il concerto della Charanga Habanera spegne le sue ultime note a notte fonda, oltre il tempo previsto. E' visibilmente stanco, ma non ci scoraggiamo e lo costringiamo in un angolo. In fondo come si dice? .. "Audax fortuna iuvat".
David Calzado, 40 anni o dintorni, nasce in una famiglia di musicisti. Studia violino per circa sette anni presso la ENA, da cui sembra venga espulso e, successivamente, presso la Amadeo Roldan. Ancora una volta non termina gli studi e abbandona la musica classica per consacrarsi definitivamente alla musica popolare cubana, rinunciando ad una borsa di studio in Unione Sovietica. Dopo due anni come violinista nel gruppo musicale di "Pancho el Bravo", il giovane Calzado approda alla "Orquesta Ritmo Oriental" e vi rimane per tutta la metà dei primi anni '80. Gli chiediamo della "Oriental" e dell'influenza che ha avuto sul suo modo di fare musica; David risponde che è stata una vera "scuola" e che quella esperienza gli ha insegnato il modo di far divertire e ballare la gente.
Nel 1988 nasce la Charanga Habanera, con un repertorio di musica cubana tradizionale ed una formazione molto diversa da quella che conosciamo noi oggi. E' solo nel 1991 che Calzado ne prende la direzione, cominciando ad imprimere al gruppo una svolta decisiva, che caratterizzerà la produzione musicale della Charanga Habanera negli anni '90 e decreterà il suo grande successo dentro e fuori Cuba.
Nonostante la Ritmo Oriental avesse uno stile musicale molto moderno per l'epoca, David riconosce quanto la musica cubana e, in particolare il suo modo di concepire la musica stessa, siano radicalmente cambiati attraverso questi due decenni: il suono, l'armonia, il modo di comporre e, soprattutto, gli arrangiamenti. Sottolinea che oggi non basta suonare: occorre esibirsi in veri e propri spettacoli. Spettacoli come quelli della Charanga Habanera.
Quando gli domandiamo dei suoi progetti futuri, Calzado tergiversa un poco, si mette a ridere, infine, ripete più volte "lavorare, lavorare, lavorare", perché la gente si diverta. Il suo impegno perché questo avvenga sempre è l'unica cosa che lui possa garantire al suo pubblico.
Il problema più grande che oggi i musicisti cubani devono affrontare - ci dice sempre Calzado - è, nella contingente situazione in cui versa Cuba, il rapporto con le case discografiche: ciò che a Cuba non manca sono i bravi musicisti, quello che non è facile trovare sono discografici disposti a promuovere gruppi cubani.
Prima di congedarci, chiediamo al "Charanguero mayor" se abbia qualcosa da dire al suo pubblico italiano. Calzado prorompe in una sonora risata e, con fare tra l'ammiccante e il ruffiano, lascia intendere che i charangueri italiani "... son lo maximo"!! Lo salutiamo, scambiandoci una rapida occhiata e chiedendoci se avremmo dovuto mai aspettarci una risposta diversa.
(Stefano "Timbero" Santini)
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