Intervista a Lele Rosales in occasione del
Concerto dei"Los Van Van"
tenutosi a Milano
A cura di Timbera
ML - "Da circa due anni canti con i Van Van, raccontami come ti sei sentito ad entrare a far parte dell'orchestra piu' importante di Cuba, tenendo conto anche che tuo papà è stato uno dei fondatori di questo gruppo? E come ti sei trovato con gli altri cantanti, in particolare con Roberto Hernandez con il quale avevi già lavorato?"
Lele - "Beh, come ti potrai immaginare, arrivare a cantare con i Van Van era il sogno della mia vita, e credo sia il sogno di ogni cubano che voglia fare il cantante. Grazie a Dio è toccato a me. Ogni volta che sono sul palco cerco di non deludere tutti quei cubani che vorrebbero cantare con i Van Van....Per quanto riguarda i musicisti, praticamente mi conoscono da quando sono nato. Alcuni no, ma sai, il materiale umano dei Van Van, quello che ascolti, è direttamente proporzionale a cio' che c'è dentro i Van Van. Con Roberto, siamo amici fin da quando incominciai a cantare con Pachito Alonso, ormai sono anni che lavoriamo insieme e facciamo cose insieme, siamo molto amici."
ML - "Personalmente apprezzo molto la tua voce e il tuo modo di cantare; raccontami qualcosa della tua formazione, da quanto tempo canti e con chi hai iniziato. Mi risulta che la tua prima esperienza sia stata con Pachito Alonso, è così? Raccontami anche della tua esperienza con la Revè e se si puo' sapere quanti anni hai."
Lele - "Ho appena compiuto 30 anni, sono nato nel 1973. Qualsiasi regalino che c'è, lo puoi mandare a ........... [ride]. Io canto da quando sono bambino; il quartiere dove sono cresciuto, il Cerro [all'Avana], è un quartiere pieno di musica. E mi è sempre piaciuto cantare, ma a casa mia volevano che diventassi avvocato o ingeniere, e infatti ho studiato legge per tre anni. Non ho una formazione musicale accademica, ma ho imparato dalla strada. Ho inziato con Pachito Alonso nel dicembre del 1993 e sono stato con la sua orchestra per 6 anni. Nel 1999 sono passato a cantare con la Orchesta Revè, un'altra esperienza che sognavo di fare. E mi ritengo molto fortunato per avere cantato con Pachito, che è l'orchestra madre del pilòn, e successivamente con la Revè, che è l'orchestra madre del changüí. E' una specie di fusione e allo stesso tempo non lo è, perchè sono un'evoluzione del son, sono varianti del son. E' molto importante stare all'interno di queste varianti, interiorizzarle, sentirle e interpretarle facendole proprie. Per me è stata un'esperienza formidabile. Anche cantare con la Revè era un sogno che volevo realizzare. Da questa orchestra proveniva mio padre, Formell, Pupy, Changuito, Valentìn, e per me è stata un'opportunità grandissima e credo di averne usufruito al meglio."
ML - "Con il tuo lavoro hai l'opportunità di viaggiare molto, qual'è il paese dove ami di piu' esibirti?"
Lele - Ci sono paesi dove la salsa è arrivata ad essere molto popolare, e credo che uno di questi sia l'Italia. Milano e Roma in particolare........ti sembra di essere all'Havana! Anche stasera, qui a Milano, c'era una quantità di persone incredibile. Anche negli Stati Uniti, soprattutto New York e Porto Rico.......è un posto molto speciale. Porto Rico poi è uno dei posti più belli che ho visto."
ML - "La musica dei Van Van è una musica ballabile, e si dice che Juan Formell sviluppi nuove idee proprio osservando i giovani che ballano, cosa ne pensi?"
Lele - "La mia modesta opinione è che Formell ha sempre seguito le "volontà" dei ballerini, e ha dato al suo pubblico quello che cercava.....nel momento in cui lo cercava. Come fu il caso di "El baile del buey cansado", "Sandunguera", sono canzoni che, se ci pensi, erano innovative in quel momento. Quando uscì "el buey cansado" non era ancora uscita una canzone con una cadenza "suave" come quella, che fece impazzire tutta Cuba e anche parte del mondo. Credo quindi che Formell abbia sempre cercato di seguire il ballerino; come sai, il pubblico vuole riflettersi in una canzone, in una strofa, in un palco."
ML - "Mi piacerebbe sapere che musica ascolti, e quali sono gli artisti che ammiri di più. E siccome ci hai detto di avere realizzato il tuo sogno di cantare con i Van Van, hai qualche altro sogno nel cassetto?"
Lele - "Sì, avevo un altro sogno, e grazie a Dio anche questo si è realizzato, ed era vedere Oscar D'Leon e cantare con lui, e nel 99, credo il 14 agosto del '99 ci sono riuscito. Grazie a Dio a Oscar è piaciuto moltissimo; fu durante un festival in Olanda, io cantavo con la Revè, e lui mi diede un bacio sulla fronte e la benedizione, cosi' come fanno i "rumberos" e questo mi fece un immenso piacere. Un altro sogno che è diventato realtà."
Io ascolto tutte le mattine quando mi sveglio, sempre sempre sempre, Los Munequitos de Matanzas, è la mia religione. Mi piace molto il flamenco, non so perchè, sarà perchè mia madre ha radici spagnole. Mio padre è nero, ma la mia famiglia materna è spagnola. Mia nonna era dell'Andalusia e mio nonno asturiano, e forse da questo deriva questa mio amore per la musica "flamenca". Naturalmente adoro la musica cubana, mi piace molto anche la musica di alcuni artisti portoricani, Gilberto Santa Rosa e Il Gran Combo de puerto Rico, ma anche Marc Anthony.
Ascolto Benny Morè, Abelardo Barroso, Miguelito Cunì, e Pablo Milanes. Pablo Milanes è per me un mito.
ML- "Cosa pensi dell'uscita dal gruppo di Pupy Pedroso e ti piace la sua orchestra?"
Lele - "Come ti dicevo il mio sogno era cantare con i Van Van, e quando io dico Van Van, per me è come una religione, un modo di essere, per me è qualcosa fuori da ogni limite, e naturalemente per me parte della storia dei Van Van è Cesar Pedroso. Attraverso la storia dei Van Van, Pupy ha lasciato una numerosa serie di successi, di ritornelli, come "Serà que se acabo'","Azucar" e "Ahora como te mantienes", "La boda de Belèn", e un sacco di altre canzoni che sono dei classici dei Van Van.
Della sua orchestra che cosa vuoi che dica, Pupy è un grande, ha un'orchestra molto buona, tre bravi cantanti, ha la composizione nella mente e la poesia nel cuore."
ML - "Quale pensi che sia il futuro dei Van Van e il futuro del Lele?"
Lele - "I Van Van sono qualcosa di straordinario, che nessuno (o per lo meno io non ci riesco) sa spiegare. Se dipende dalle "nuove leve" che ci sono adesso nel gruppo, ci sarannao sempre i Van Van, e Formell lo ha detto in una canzone "Siempre habrà Van Van, aunque quede solo uno" [ci saranno sempre i Van Van, anche se ne rimanesse solo uno]. I Van Van non si fermano, perchè c'è molta forza nel gruppo. Tu puoi vedere quante generazioni: Formell è sulla sessantina, Orona pure, i trombonisti sulla quarantina/cinquantina. Mayito, Roberto, Samuell, sono verso i quaranta.......e infine ci siamo noi, l'ultima generazione, Cucurucho ha 26 anni, Irving e io, che siamo i piu' giovani. Siamo 3 o 4 generazioni nello stesso gruppo, ma siamo molto uniti. Ci divertiamo insieme, siamo come una famiglia. Io credo che in questo momento la salute dei Van Van sia ottima, abbiamo molta voglia di lavorare e puoi vedere anche tu come sia la risposta del pubblico, stiamo montando dei nuovi pezzi, e credo che presto incideremo un nuovo disco. E questo è il futuro per me, il futuro dei Van Van è continuare a lavorare e a regalare musica a Cuba e al mondo. Il mio futuro........per ora è con i Van Van. Non vedo altre angolazioni, se non fare per i Van Van quello che mi è stato concesso di fare."
ML - "Per finire, io che ti conosco un po' so che sei molto simpatico e giocherellone.....ci puoi raccontare uno scherzo o un aneddoto che hai vissuto con i Van Van?"
Lele - "Beh, cosi' du due piedi, uno scherzo no.....ma si' ti posso dire che nella mia "pazzia" (non dormo mai) una notte in pullmann sono rimasto sveglio e naturalmente disturbavo anche il sonno degli altri, che non facevano che dirmi di starmene buono e zitto. Beh, ormai avevo fatto l'alba, saranno state le 6 o 7 del mattino, e io continuavo nella mia "tragedia" a non dormire, e mi sono incamminato verso la parte anteriore del pullmann, quando per sbaglio ho sbattutto la testa e mi sono fatto molto male.......Tutti naturalmente a ridere e a benedire la mia "mazzata" così finalmente me ne stavo un pò buono..."
Muchisimas gracias Lele y suerte!
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