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Intervista a Juan Formell (Los Van Van)
"La nostra è una salsa dura" - dichiara
Juan Formell al microfono di Meeting Latino
A cura di Stefano Santini e Massimiliano Salemme
Fotografie di Enrico Ponzo
Arriviamo
sul luogo del concerto almeno un'ora prima del suo inizio. Abbiamo avuto l'assicurazione
che Juan Formell ci concederà un po' del suo tempo,
prima che Los Van Van inizino a suonare. Siamo molto eccitati dall'idea di intervistare
un "mostro sacro" come Formell, il musicista che nel lontano 1969 ha
fondato "Los Van Van", il gruppo musicale cubano più conosciuto
a Cuba e all'estero. Con LVV, Formell stravolge la formazione della "charanga
tradizionale" e comincia a sperimentare audaci innovazioni musicali insieme
al percussionista José Luis Quintana (detto Changuito) e al pianista Cesar
"Pupy" Pedroso, due musicisti che daranno un apporto fondamentale alla
nascita del "songo" e che contribuiranno in maniera determinante alla
formazione delle originali "sonorità" del gruppo. Nel corso degli
anni, l'orchestra è stata soggetta a un notevole ricambio di musicisti,
fino ad arrivare alla perdita del carismatico cantante Pedrito Calvo, che ha preferito
intraprendere un cammino da solista e ancora più recentemente a quelle
degli stessi Changuito e "Pupy" Pedroso, il primo ormai quasi stabilmente
orientato verso il latin-jazz e il secondo felicemente avviato verso il successo
con il suo nuovo gruppo "Pupy y Los que Son Son".
Siamo
scortati verso una stanzetta situata sul retro del palcoscenico e veniamo avvertiti
dall'organizzazione di Fiesta che abbiamo solo pochi minuti per intervistare Juan
Formell (ndr: sempre la solita storia). Il corpulento guardaespalda
ci tiene a sottolineare la sua fame e ci confessa che gradirebbe mettere qualcosa
sotto i denti, prima dell'inizio del concerto. Ci scambiamo delle rapide occhiate
e con evidente preoccupazione sbirciamo il lungo pro-memoria che abbiamo preparato.
Troppo tardi per cambiare la nostra scaletta di domande, ormai siamo di fronte
a lui: il mitico Juan Formell. Ci accoglie cordialmente, sprofondato su un divanetto
in pelle, sorridendo dietro un paio di occhiali scuri dalla montatura tonda.
ML- "Come si è evoluta la musica di
LVV negli ultimi 10 anni, tenuto conto anche della recente perdita di alcuni elementi
importanti come Cesar Pedroso e Pedrito Calvo?" (ndr: nell'ascoltare
la domanda, JF ci sembra sobbalzare: cominciamo a temere un'intervista molto più
breve del previsto...).
JF
- "Cesar Pedroso non se ne è andato 10 anni fa ma solo 2 anni fa (ndr:
lo sapevamo). Cesar Pedroso è stato molti anni nell'orchestra dei LVV ma,
per noi (LVV) questo ricambio di musicisti è normale. Adesso abbiamo un
nuovo pianista molto bravo: "Cucurucho" (ndr: ex Charanga Habanera).
Inoltre, dovete tenere conto che la maggior parte del lavoro è sempre ricaduta
sulle mie spalle, per quanto riguarda la composizione, gli arrangiamenti, lo stile
e la "sonorità" dell'orchestra. Comunque è normale sentire
la mancanza di una persona con cui hai lavorato per più di 30 anni."
ML - "Anche dal punto di vista affettivo?"
JF - "Soprattutto quello. Sono contento che Pupy ed
il suo gruppo stiano avendo successo... ha acquisito una grande esperienza e professionalità
in questi anni. Lo stesso discorso vale per Pedrito Calvo. In ogni caso, ci sono
moltissimi bravi musicisti a Cuba e, con 34 anni di attività, LVV non hanno
problemi per andare avanti e continuare nella loro evoluzione."
ML
- "Cosa pensa dei gruppi musicali cubani che suonano Timba?"
JF - Ci sono ottimi gruppi a Cuba: come quello di Issac
Delgado, Paulo FG, Adalberto Alvarez, la Charanga Habanera e naturalmente Los
Van Van. La nostra musica sta attraversando un momento di mezcla
con altre sonorità, si sta fondendo con Hip Pop, Rap, Funky e Rock. Ci
sono molti musicisti che seguono questa tendenza a mescolare tutto nella Timba.
Non so se durerà ancora per molti anni... ma questo è ciò
che sta succedendo adesso.
ML - "Lo giudica positivamente?"
JF - "Si, naturalmente!"
ML - "Secondo lei, qual è la differenza
essenziale fra Timba e Salsa?"
JF - Definire la Timba... uhm... potrei utilizzare la differenza
che esiste tra i vari tipi di rock: abbiamo l'heavy metal, l'hard rock , "el
rock duro" e altro. Ecco... la Timba è una
salsa "dura", una salsa "heavy": LVV fanno una salsa dura,
aggressiva, gli altri fanno una salsa "light", più morbida. La
gente a Cuba non ama ballare una musica così dolce, ama una musica più
dura e aggressiva, cioè la Timba, come la chiamiamo
noi.
ML - "Cosa ascolta Juan Formell, oltre alla
musica cubana?"
JF - Di tutto! Mi piace ascoltare molto i cantanti, ma
non ho preferenze musicali particolari. Mi piace il pop, la musica nord-americana,
la brasiliana. Mi piace molto un cantante spagnolo chiamato "El Camaron de
la Isla", mi piace anche il vostro Zucchero e un gruppo chiamato" Neri
Per Caso". Non so in che situazione versano ma a noi sono piaciuti moltissimo,
quando li abbiamo sentiti per la prima volta. Ascolto la musica classica
.di
tutto insomma. Naturalmente, anche tanto jazz.
ML
- "Lei sicuramente si sarà reso conto che quando LVV suonano in Italia,
la gente impazzisce letteralmente. I vostri concerti sono sempre affollati ed
in generale la musica cubana gode da noi d'una popolarità enorme. Come
spiega questo fenomeno?"
JF - Ci sono molte persone che hanno contribuito a far
sì che questa situazione prendesse forma. Molti cubani sono venuti in Italia
per insegnare a ballare la nostra musica e per diffondere la nostra cultura. C'è
un legame molto buono fra Cuba e l'Italia. Inoltre, come saprà molti italiani
sono sposati con ragazze cubane
(ndr: Juan Formell ridacchia
e noi ci uniamo a lui). Insomma, molti fattori hanno contribuito a stringere
questo rapporto speciale tra Cuba e l'Italia. Possiamo dire con certezza che siamo
distanti geograficamente, ma molto vicini culturalmente.
Il guardaespalda ci esorta a "stringere",
a terminare l'intervista e a congedarci rapidamente. Dobbiamo accontentarci solo
di questo "bottino"... peccato! Quando sei di fronte a personaggi simili,
vorresti porgli mille domande, sicuramente avrebbero tante cose interessanti da
raccontare, per ore ed ore.
Ci
godiamo il concerto, due ore di energia pura. Nonostante la mancanza di "Pupy",
"Changuito" e "Pedrito", LVV sono ancora una pericolosa "arma
di eccitazione di massa". Roberton "Guayacan" Hernandez, è
una presenza imponente, non solo fisicamente, Mayito Rivera e Yeni Valdez (prima
con NG La Banda) hanno due voci potenti e taglienti. Uno degli ultimi acquisti
è Abel "Lele" Rosales (ex Orquesta Revè), figlio di uno
degli elementi fondatori dei Los Van Van. Tutti ottimi cantanti e dotati di una
notevole creatività e capacità di improvvisazione sul palco. Mentre
cantano, coinvolgono il pubblico, ci aggiornano sulle ultime notizie da Cuba e
sullo stato di salute del gruppo. Roberton smentisce la
volontà di Mayito di quedarse en los EEUU , si riferisce
all'episodio di Tampa e all'assenza di Mayito durante i concerti successivi. Sul
palco, nella fase finale del concerto, appare fugacemente come huesped
de honor: Reynaldo "El Goyo" Hernandez, percussionista cubano
d'eccezione e residente da molti anni a Roma, simpatica conoscenza dei salseri
romani. I gruppi cubani non mancano mai di invitarlo per una breve "rimpatriata".
La redazione di Meetinglatino ringrazia Flavio Ferrari, che ha gentilmente
reso possibile questa intervista. Un ringraziamento anche ad Alessia della organizzazione
di Fiesta per la sua disponibilità e assistenza in "zona di guerra".
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